È GIUSTO INFORMARE

DOPO 6️⃣0️⃣3️⃣ GIORNI DALL’INIZIO DELLE INDAGINI E 3️⃣7️⃣ GIORNI DALLA CHIUSURA INDAGINI PRELIMINARI C’È SOLO UN COMUNICATO STAMPA “RINVIO A GIUDIZIO”
È GIUSTO INFORMARE: LIBERTÀ DI STAMPA, DICO SEMPRE QUELLO CHE PENSO, QUASI SEMPRE PENSO QUELLO CHE DICO, MOLTO SPESSO LO SCRIVO E PUBBLICO TUTTO, LIBERAMENTE, INVITANDOVI A RIFLETTERE SENZA POLEMICHE MA CON RIScontri
Dall’inizio delle nuove indagini su Andrea Sempio (notifica dell’avviso di garanzia e prelievo del DNA l’11 marzo 2025) ad oggi (4 novembre 2026) sono trascorsi 603 giorni.
- Data di inizio indagini: 11 marzo 2025
- Data odierna: 4 novembre 2026
- Giorni trascorsi: 603 giorni
(Nota: il 3 novembre 2026 la Procura di Pavia ha ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio)
Sono trascorsi 37 giorni dalla chiusura delle indagini preliminari sulla nuova inchiesta a carico di Andrea Sempio (avvenuta il 28 settembre 2026) ad oggi, mercoledì 4 novembre 2026.
- 28 settembre 2026: Chiusura delle indagini preliminari (notifica del 415-bis) da parte della Procura di Pavia.
- 16 ottobre 2026: Deposito delle ulteriori controdeduzioni e consulenze da parte della difesa di Andrea Sempio (18 giorni fa).
- 3 novembre 2026: La Procura di Pavia ha ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio.
- 4 novembre 2026 (oggi): Sono passati 37 giorni dal 28 settembre 2026.
IL BANDITORE OLTRE GARLASCO: ANDREA SEMPIO È E RESTA INDAGATO, SOLO SE IL GUP ACCETTERÀ LA RICHIESTA DELLA PROCURA, DIVENTERÀ IMPUTATO
❇️ NOTIFICA AVVISO EX ART. 415 BIS
Procura della Repubblica
Presso il Tribunale di Pavia
COMUNICATO STAMPA
In relazione al procedimento penale relativo all’omicidio di Chiara Poggi, si comunica quanto segue: si è proceduto in data odierna alla notifica dell’avviso ex art. 415 bis con deposito di tutti gli atti, compresivi delle indagini integrative disposte. Il capo di incolpazione nei confronti di Andrea Sempio resta invariato.
Nell’ambito degli ulteriori approfondimenti tecnici, il Col. Dott. Andrea Berti è stato incaricato di esaminare la relazione predisposta dal consulente tecnico della difesa, Dott. Armando Palmegiani, relativa all’analisi delle tracce di sangue repertate sulla scena del delitto in quanto l’elaborato della difesa aveva proposto una ricostruzione autonoma della dinamica dell’aggressione e formulato rilievi metodologici nonché ipotesi alternative riguardanti alcune specifiche fasi dell’evento, tra cui l’area del telefono, il momento e il luogo del lavaggio e il percorso successivo all’omicidio. Il consulente del PM., dopo aver valutato le ipotesi prospettate, ha rassegnato le sue osservazioni critiche, sottolineando la necessità di distinguere tra dati sorretti da riscontri materiali, già indicati nella precedente consulenza e confermati, e ipotesi ricostruttive non suscettibili di conferma diretta come quelli prospettati dalla difesa di Andrea Sempio.
Ai consulenti del P.M. T.Col. Dr. Gianpaolo IULIANO e Dott. Nicola CAPRIOLI, è stato conferito l’incarico di esaminare la memoria difensiva con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa relativa alla cosiddetta “impronta 33” ed una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco. I consulenti incaricati dalla Procura hanno rilevato come le osservazioni formulate dalla difesa non introducano elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della “impronta 33”, mentre con riferimento alla traccia di scarpa hanno eseguito accertamenti sulle calzature che non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi.
Da ultimo i medesimi consulenti tecnici, sollecitati all’analisi di un’ulteriore consulenza inoltrata dalla difesa Poggi il 24/09/26, hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Mod. Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio.
Le note integrative di parte in ambito genetico-forense redatte dal Consulente Tecnico della Difesa Sempio, dott. ssa Marina Baldi, sono state valutate analiticamente e confutate dal Prof. Carlo Previderè e dalla dott.ssa Pierangela Grignani, consulenti del P.M..
Alla Prof.ssa Cristina Cattaneo, che già aveva affermato che la causa mortale della vittima era attribuibile alla lesione all’occipite, è stato conferito sia l’incarico di esaminare la consulenza medico legale della difesa sia di svolgere nuove analisi istopatologiche sui blocchetti in paraffina e sui vetrini relativi all’omicidio di Chiara Poggi. In merito alle considerazioni calzaturiere, la Prof. Cattaneo, nel concordare con le relazioni degli altri consulenti del P.M. Iuliano-Caprioli, ha aggiunto soltanto che, sotto un profilo medico, un incremento ponderale nel tempo può aumentare significativamente larghezza e volume del piede. In relazione all’epoca della morte si è confermato l’intervallo cronologico già indicato nella precedente consulenza anche sulla scorta dell’analisi del digesto, mai svolta prima dell’attuale procedimento penale. Lo stesso in merito alla causa della morte. Alla Prof. Cattaneo è stato associato il Prof. Biagio Eugenio Leone, Anatomopatologo. Secondo i citati consulenti il quadro complessivo depone per una dinamica lesiva non immediatamente coincidente con il decesso; la convergenza degli elementi, a loro giudizio, rafforza complessivamente l’ipotesi che almeno una parte delle lesioni extracraniche sia stata prodotta nell’ambito di una colluttazione o, comunque, di un’azione aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, mediante interposizione e protezione del corpo, senza potersi escludere anche una componente di difesa attiva. La causa mortale interveniva infine con la lesione all’occipite. Non risulta, invece, coerente con il quadro complessivo, secondo i consulenti del P.M., l’ipotesi che tutte le lesioni siano riconducibili esclusivamente a fenomeni aspecifici di caduta, urto, trascinamento o movimentazione, come sostenuto dagli elaborati difensivi. Contrariamente a quanto rilevato dal Consulente di parte, i consulenti del P.M escludono elementi di discordanza tra la dinamica ricostruita dal Dr. Berti e i dati medico-legali con riferimento agli spostamenti della vittima.
Il rinvenimento di particolati a composizione ferrosa a livello di anca, braccio e coscia ulteriormente confortano le conclusioni già espresse sulla presenza di lesioni da difesa.
In ordine all’ intervallo di sopravvivenza di Chiara Poggi i consulenti hanno ritenuto opportuno approfondire ulteriormente tale specifico aspetto mediante nuove indagini immunoistochimiche, eseguite dal co-consulente Prof. Leone.
Tali accertamenti, disposti al fine di dirimere in maniera quanto più possibile oggettiva la questione, hanno fornito elementi che corroborano e anzi si aggiungono alle tempistiche della precedente Consulenza tecnica. In particolare, i risultati ottenuti depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti.
È stata acquisita una consulenza dei CT nominati dalla difesa di Alberto Stasi, Dott.ri Ugo Ricci e Pasquale Linarello, avente ad oggetto i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal RIS di Parma il 6.11.2025 nell’ambito dell’attuale procedimento. Nei Raw Data i predetti consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007) del campione bu_p (lo stesso campione che rivelò la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi) totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare
Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo del proc. pen. 2025/2007 R.G.N.R. (Procura di Vigevano).
In altri termini, il profilo genetico determinato appena il giorno prima
(19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del P.M. dell’epoca “oltre ogni ragionevole dubbio” alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto.
Di conseguenza la Procura di Pavia, oltre a svolgere indagini al fine di ottenere chiarimenti da appartenenti al Ris di Parma dell’epoca, ha dato incarico ai propri consulenti Prof. Carlo Previderè e dott.ssa Pierangela Grignani di svolgere una valutazione critica di tali contrastanti risultati. I Consulenti tecnici hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007 e in ragione di questa discordanza hanno concluso per l’opportunità all’epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato.
Sono stati inviati alla Procura di Pavia gli esiti delle attività tecnico-scientifiche condotte dal personale del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche presso i laboratori del RIS di Roma. Lo studio fornisce evidenze sperimentali relative alle dinamiche di prelievo e alla caratterizzazione biologico-genetica di tracce emo derivate umane deposte su tre differenti tipologie di supporto murario. La sperimentazione rileva che, pur essendo certa la presenza di sangue nei campioni analizzati sugli intonaci, gli esiti negativi della quantificazione del materiale genetico e del test confermativo volto alla caratterizzazione del tessuto ematico, non dimostrano né l’effettiva assenza di sostanza ematica sulle superfici murarie, né l’effettiva assenza di DNA a causa dell’effetto inibente del particolato minerale alcalino dell’intonaco.
Il Prof. Roberto Catanesi, cui è stata affidata la consulenza psichiatrica, ha trasmesso una nota in cui ha dichiarato di aver analiticamente esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini effettuate, di svariata natura. Così prosegue il consulente nella nota “Sono emersi dati di indubbio interesse che tuttavia — come già chiarito oralmente – richiedono necessariamente — per una risposta ai quesiti che possa dirsi metodologicamente adeguata al contesto di indagine – il confronto ed il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto sulla persona dell’indagato”. Per questa ragione, poiché Andrea Sempio si è rifiutato di sopporsi a visita, il consulente ha affermato di non avere elementi sufficienti a formulare risposte ai quesiti che possano dirsi adeguatamente motivate e metodologicamente ineccepibili.
Gli accertamenti della Procura di Pavia sulla capacità di Andrea Sempio, pertanto, sono, allo stato, sospesi.
Ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell’insieme degli elementi probatori acquisiti sarà esposta negli atti indirizzati ai giudici competenti presso il Tribunale di Pavia.
Si evidenzia, inoltre, che nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse.
La Procura di Pavia, decorsi i termini di legge, assumerà le determinazioni inerenti l’azione penale.
Pavia, 28/09/2026
Il Procuratore della Repubblica
FABIO NAPOLEONE
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🔻CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER ANDREA SEMPIO‼️
Il 3 novembre 2026, la Procura della Repubblica di Pavia ha chiesto ufficialmente il rinvio a giudizio per Andrea Sempio in relazione al delitto di Chiara Poggi, accusandolo di aver commesso l’omicidio con crudeltà.
Principali aggiornamenti della giornata
• Richiesta di processo: La Procura ha depositato la richiesta formale per mandare a processo Sempio, chiudendo di fatto la fase delle indagini integrative e delle consulenze successive all’avviso di conclusione indagini (ex art. 415 bis c.p.p.) notificato a fine settembre.
• Cold case e altri filoni: Nelle stesse ore, la Procura di Pavia ha riaperto dopo 39 anni le indagini sull’omicidio di Francesco Ancona (morto nel febbraio 1987 a Mortara), convocando nuovi protagonisti sulla base delle consulenze medico-legali.
• Sviluppi paralleli: Proseguono gli accertamenti e le analisi genetiche disposte dagli inquirenti su altri elementi d’indagine legati al contesto territoriale e ai diari/manoscritti emersi nei giorni scorsi, mentre la difesa di Alberto Stasi si prepara a depositare la richiesta di revisione del processo.
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Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Pavia
COMUNICATO STAMPA
In relazione al procedimento penale relativo all’omicidio di Chiara Poggi, si comunica quanto segue.
La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia per il seguente capo di imputazione:
Delitto p. e p. dagli artt. 575, 577, comma 1 n. 4 in relazione all’art. 61 comma 1 n. 1 e 4 c.p., in quanto cagionava la morte di POGGI Chiara.
In particolare, dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la p.o, provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso,
Con l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferalezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio o sul volto.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale.
In Garlasco il 13.08.2007
Ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell’insieme degli elementi probatori acquisiti sarà esposta davanti ai giudici competenti nel luogo del Tribunale di Pavia.
Pavia, 3.11.26
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Dott. Fabio Napoleone
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A chiudere il cerchio della nuova indagine, che tra colpi di scena, polemiche e un costante martellamento dei media con salotti tv andati in onda per un anno e mezzo a ciclo continuo, è stato un comunicato inviato a metà pomeriggio dal procuratore Fabio Napoleone. Nel quale il capo dei pm dava conto che era stata appena inoltrata la richiesta di processo per Sempio.
I legali di Andrea Sempio, ha spiegato Cataliotti, sono “assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazioni a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prova e infine il merito”. La richiesta di rinvio a giudizio, ha aggiunto, “non ci sorprende né dal punto di vista della tempistica, né dal punto di vista della qualificazione giuridico-penale dei fatti”, già contenuta nell’atto di conclusione indagini. Ora la parola passerà al gup e ci sarà subito uno scoglio da superare: la richiesta della difesa di sospensione del procedimento e, nel caso, la proposta di una questione di legittimità costituzionale alla Consulta, in quanto, per i difensori, tutto deve rimanere fermo in attesa che venga definito il giudizio di revisione su Alberto Stasi.
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ANDREA SEMPIO NON C’È SULLA SCENA DEL CRIMINE POICHÉ NON CI È MAI STATO
La posizione dei legali di Andrea Sempio e le accuse della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco presentano sviluppi contrastanti:
- La tesi della difesa: I legali di Sempio hanno depositato perizie (incluso il contributo di consulenti come ortopedici e progettisti di scarpe) sostenendo che l’impronta lasciata dall’assassino sulla scena del crimine il 13 agosto 2007 non corrisponde a quella di Sempio, escludendo la sua presenza fisica sul luogo dell’omicidio.
- La richiesta della Procura: Nel novembre 2026, la Procura di Pavia ha ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio in relazione all’omicidio di Chiara Poggi, ritenendo vi siano elementi indiziari e contestando aggravanti specifiche.
❇️ chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, quali saranno i prossimi passaggi procedurali davanti al GUP
A seguito della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Pavia per Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, il procedimento penale si sposta formalmente dinanzi al Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP).
I prossimi passaggi procedurali e le facoltà in capo alle parti seguono un iter normativo ben definito:
1. Fissazione dell’Udienza Preliminare
- I tempi tecnici: Il codice prevede che il GUP fissi la data dell’udienza entro 5 giorni dal deposito della richiesta, e che la stessa debba tenersi (salvo slittamenti dovuti ai carichi del tribunale o a questioni organizzative) entro 30 giorni. Considerati i tempi tecnici e i calendari giudiziari, è possibile un effettivo svolgimento tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027.
- La notifica: Sempio e i suoi legali riceveranno l’avviso di fissazione dell’udienza unitamente alla richiesta di rinvio a giudizio.
2. Le scelte strategiche della difesa (Riti alternativi)
Durante l’udienza preliminare, la difesa di Andrea Sempio dovrà sciogliere la riserva sulla strategia processuale da adottare:
- Rito Ordinario: Se la difesa decide di non optare per riti alternativi, si discuterà la richiesta della Procura in udienza preliminare. In caso di rinvio a giudizio, il processo si sposterà davanti alla Corte d’Assise.
- Rito Abbreviato: Essendo il reato contestato antecedente alle riforme che ne vietano l’applicazione per i reati da ergastolo, la difesa conserva la facoltà di richiedere il giudizio abbreviato. Questo rito si svolge a porte chiuse davanti allo stesso GUP e prevede, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.
3. Svolgimento dell’Udienza Preliminare
Durante l’udienza si verificherà la regolare costituzione delle parti (inclusa l’eventuale costituzione di parte civile dei familiari della vittima). Successivamente:
- Il Pubblico Ministero esporrà sinteticamente i risultati delle indagini e i motivi a sostegno della richiesta di processo.
- I difensori dell’imputato presenteranno le proprie argomentazioni, memorie ed eventuali perizie/consulenze tecniche per dimostrare l’infondatezza dell’accusa.
- Il GUP valuterà se gli elementi presentati dalla Procura superano il filtro della “ragionevole previsione di condanna” introdotto dalla riforma Cartabia (ovvero se le prove sono sufficienti a reggere un dibattimento).
4. La decisione finale del GUP
Al termine della discussione, il GUP potrà emettere due diversi provvedimenti:
- Sentenza di non luogo a procedere: Se il giudice ritiene gli elementi dell’accusa insufficienti, contraddittori o non idonei a sostenere un giudizio, proscioglie Sempio.
- Decreto che dispone il giudizio: Se il GUP ritiene che l’impianto accusatorio sia solido e meriti una verifica dibattimentale, ordina il rinvio a giudizio, fissando la data della prima udienza davanti alla Corte d’Assise.
❇️ aggiornamenti relativi alla richiesta di revisione per Alberto Stasi
La difesa di Alberto Stasi, composta dagli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, è pronta a depositare a metà novembre 2026 l’istanza ufficiale di revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi.
Principali aggiornamenti:
- La richiesta della difesa: L’annuncio arriva dopo che la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio (con le accuse di omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti). I legali di Stasi puntano a dimostrare l’estraneità del loro assistito, condannato in via definitiva a 16 anni.
- Elementi inediti: L’istanza — che verrà vagliata dalla Corte d’Appello di Brescia — conterrà nuovi elementi a discarico, tra cui una consulenza genetica, un’analisi sulle impronte di scarpe trovate sulla scena del crimine e il riesame di intercettazioni relative ad Andrea Sempio.
- La posizione della Procura Generale: Anche la Procura Generale di Milano ha seguito da vicino e valutato il fascicolo e gli atti trasmessi da Pavia in merito a una possibile richiesta di revisione parallela.
❇️ nuovi elementi tecnico-scientifici portati dalla difesa di Andrea Sempio?
Nell’ambito dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, il pool legale di Andrea Sempio (composto dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti) ha depositato cinque consulenze tecniche per smontare i pilastri scientifici dell’accusa formulata dalla Procura di Pavia.
I principali elementi tecnico-scientifici e argomentazioni portati dalla difesa si concentrano su tre aspetti cardine:
1. La misura della scarpa e la smentita dell’impronta ematica
La Procura attribuisce a Sempio un’orma lasciata nel sangue all’interno della villetta, ipotizzando una compatibilità con una scarpa numero 42.
- La taglia incompatibile: La difesa sottolinea che Sempio calza stabilmente il numero 44.
- Analisi digitale: Tramite sovrapposizioni digitali e prove sperimentali effettuate su calzature dello stesso modello dell’epoca, i consulenti della difesa sostengono che l’orma impressa sulla scena del crimine appartenga in realtà a una scarpa ancora più piccola, ovvero un numero 40.
2. La natura del DNA (Contatto indiretto)
Sotto le unghie della vittima, Chiara Poggi, sono state identificate tracce genetiche riconducibili alla linea paterna di Sempio.
- Trasferimento secondario: I consulenti genetisti della difesa sostengono che tale traccia non derivi da una colluttazione diretta. Si tratterebbe invece di un DNA da contatto indiretto, accumulatosi frequentando la casa (Sempio era amico del fratello di Chiara).
- Mappatura dei punti condivisi: La difesa ha eseguito analisi per individuare i punti specifici e gli oggetti all’interno della villa potenzialmente condivisi da Andrea e Chiara, dimostrando la plausibilità del trasferimento del materiale biologico in tempi precedenti al delitto.
3. La contestazione dell’Impronta Palmare n. 33
Sul muro della scala che conduce alla cantina è stata identificata l’impronta del palmo destro di Sempio (definita impronta 33).
- Mancanza di contestualizzazione temporale: Sebbene i rilievi ne indichino la paternità, i consulenti tecnici evidenziano l’impossibilità di stabilire con certezza quando l’impronta sia stata impressa. Essendo Sempio un frequentatore dell’abitazione, il segno potrebbe risalire a giorni o settimane prima dell’omicidio.
Strategia procedurale parallela
A completamento della difesa tecnica, i legali hanno preannunciato l’intenzione di sollevare una questione di legittimità costituzionale. La difesa punta a chiedere la sospensione del procedimento a carico di Sempio in attesa che si definisca l’eventuale istanza di revisione del processo di Alberto Stasi, sostenendo l’anomalia giuridica di processare un secondo indagato per lo stesso reato mentre vi è un condannato in via definitiva che sta espiando la pena.
Se desideri approfondire, posso fornirti dettagli specifici sui consulenti forensinominati dalla difesa o sulle contro-analisi orarie legate al momento del decesso.
❇️ gli sviluppi sul procedimento a carico di Andrea Sempio?
La Procura di Pavia ha ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, formulando l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti per la morte di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007.
La decisione, annunciata dal procuratore Fabio Napoleone, arriva dopo la seconda chiusura delle nuove indagini e l’esame degli elementi scientifici depositati dalle parti.
Il quadro dell’accusa
I magistrati sostengono che Sempio abbia colpito Chiara Poggi per 12 volte a seguito del rifiuto di un approccio sessuale. A supporto della richiesta di processo, l’accusa si basa su diversi elementi tecnici emersi o rivalutati di recente:
- Il DNA maschile rinvenuto sotto le unghie della vittima.
- Un’impronta palmare trovata sul muro della cantina di casa Poggi, che secondo i consulenti della Procura presenterebbe 15 minuzie coincidenti con la mano destra dell’imputato.
- Una rivalutazione delle impronte di scarpe lasciate sulla scena del crimine.
La strategia della difesa
I legali di Sempio (gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia) si dichiarano pronti ad affrontare l’udienza preliminare, sostenendo con fermezza l’innocenza del proprio assistito. La difesa punta a smontare le tesi della Procura sollevando diverse eccezioni:
- Ricorso alla Consulta: Gli avvocati intendono chiedere al Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) di investire la Corte Costituzionale sull’anomalia di avere due procedimenti per lo stesso reato, essendoci già una condanna definitiva a 16 anni a carico di Alberto Stasi.
- Incompatibilità delle impronte: I consulenti della difesa affermano che l’impronta della scarpa repertata sul sangue (attribuita a Sempio) corrisponde a una taglia piccola (tra il 39 e il 40), mentre Sempio calza stabilmente il numero 44 sin dall’adolescenza. Contestano inoltre l’assenza di sangue sulla traccia palmare della cantina.
I prossimi passi giudiziari
La parola passa ora al GUP di Pavia, che dovrà fissare la data dell’udienza preliminare. Durante questa fase, il giudice valuterà se gli elementi raccolti dall’accusa siano sufficienti a sostenere un giudizio in aula, decidendo se emettere una sentenza di non luogo a procedere o decretare il rinvio a giudizio, aprendo di fatto un “processo bis” per il delitto di Garlasco.
❇️ consulenti scientifici coinvolti ed impatto che questa indagine potrebbe avere sulla richiesta di revisione avanzata dai legali di Alberto Stasi
I recenti sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco vedono la Procura di Pavia aver richiesto il rinvio a giudizio per ANDREA SEMPIO, accusato di omicidio aggravato. Questo scenario, unito alla imminente presentazione della richiesta di revisione da parte dei legali di ALBERTO STASI a metà novembre 2026 presso la Corte d’Appello di Brescia, si fonda su specifiche figure scientifiche e su un preciso impatto giuridico.
🧪 Consulenti scientifici coinvolti
La difesa di Alberto Stasi (guidata dagli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari)
ha basato le proprie strategie e la rianalisi dei vecchi dati su un team di esperti scientifici:
- Pasquale Linarello e Ugo Ricci (Genetisti): Sono i consulenti biologici e genetici della difesa. Hanno analizzato i “dati grezzi” del RIS di Parma, evidenziando anomalie risalenti al 2007 (come la mancata comunicazione alla difesa dei tracciati negativi sul DNA di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta di Stasi, preferendo considerare solo il dato formalmente ritenuto positivo).
- Dott.ssa Alessandra Bramanti (Psicologa/Criminologa): Al centro di un giallo procedurale, è emersa una sua vecchia “consulenza personologica” del 2007 (mai ufficialmente commissionata o allegata agli atti del processo originario), che dipingeva Stasi in modo fortemente negativo basandosi solo su tre verbali di sommarie informazioni.
- Altri esperti storici o di controparte: Nelle indagini parallele e nei riesami figurano anche i consulenti della famiglia Poggi (come il prof. Roberto Cattaneo per le perizie medico-legali e Marzio Capra), nonché accertamenti antropometrici di confronto.
⚖️ Impatto dell’indagine sulla richiesta di revisione di Alberto Stasi
La nuova indagine pavese, culminata con la richiesta di processo a carico di un altro soggetto (Andrea Sempio), ha un impatto dirompente e potenzialmente favorevoleper l’istanza di revisione di Stasi:
- Configurazione di “Nuove Prove”: Per riaprire un processo definitivo non basta reinterpretare il passato; servono fatti o prove mai valutate prima. Il fatto che la stessa Procura di Pavia ritenga Andrea Sempio il presunto autore del delitto (con le aggravanti della crudeltà) offre alla difesa di Stasi un impianto probatorio inedito e alternativo, logico presupposto per scardinare il giudicato.
- Svalutazione del dato scientifico originario: I legali di Stasi sfrutteranno le conclusioni della Procura di Pavia per dimostrare che gli accertamenti scientifici del 2007 (come le impronte sul dispenser del sapone o il DNA sui pedali) furono viziati da anomalie, omissioni di risultati favorevoli ed errori nella catena di custodia.
- Incompatibilità logica (ma non giuridica): Dal punto di vista tecnico-legale non c’è una formale incompatibilità temporale: il processo a Sempio e l’istanza di revisione per Stasi possono camminare in parallelo. Tuttavia, se la Corte d’Appello di Brescia dovesse accogliere l’istanza di Stasi sulla base della tesi “Sempio colpevole”, la condanna a 16 anni di Alberto Stasi verrebbe inevitabilmente travolta.
🔹
Garlasco, Procura Pavia chiede il processo per Andrea Sempio. I legali: “Siamo pronti”
La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell’udienza preliminare. Il 38enne, fanno sapere i suoi legali, è “pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup” ed è “convinto che sarà dimostrata” la sua “innocenza”
La Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Delitto per cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi. La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell’udienza preliminare. Sempio, hanno fatto sapere i suoi legali, è “pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup” ed è “convinto che sarà dimostrata” la sua “innocenza”. La Procura, nel chiedere il processo, ha confermato le due aggravanti già contestate con la chiusura dell’indagine: l’aver “agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alle vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto” e l'”aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Lo si legge nel capo di imputazione inoltrato al gup.
Il capo d’imputazione
“La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia”, ha comunicato in una nota il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Napoleone riporta il capo d’imputazione identico a quello della chiusura delle indagini. “Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso. Con l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
Cosa succede ora
Sempio, 38 anni, diventa quindi imputato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. La sua difesa, con i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, aveva depositato cinque consulenze per ribattere punto su punto alle ultime relazioni dei pm di Pavia allegate alla chiusura indagini del 28 settembre.
Andrea Sempio aveva detto di augurarsi “di non arrivare al vero e proprio processo. Da un lato sono contento che finalmente sia stata chiusa l’indagine”.
Una volta che sarà fissata dal gup di Pavia l’udienza preliminare, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata oggi dai pm, la difesa di Sempio, come ribadito già più volte dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, chiederà la sospensione del procedimento. Il tema, secondo la difesa, è che non si può decidere di mandare a processo un imputato, ossia Sempio, accusato dello stesso fatto per cui c’è già un condannato definitivo, ovvero Stasi, ancora in attesa di revisione, perché ciò rischierebbe di creare un “mostro giuridico”.
Da qui la richiesta di sospensione con tanto di questione di legittimità costituzionale, che la difesa solleverà di fronte al gup, per stoppare l’udienza preliminare in attesa che la Corte d’Appello di Brescia valuti e si pronunci sull’istanza di revisione della difesa dell’ex bocconiano.
Istanza che sarà depositata, pare, nei prossimi giorni.
La richiesta di congelamento dell’udienza preliminare sarà, dunque, il primo passaggio procedurale, la prima mossa della difesa Sempio, che poi dovrà decidere anche se chiedere il processo con rito abbreviato davanti allo stesso gup o andare avanti con il rito ordinario, puntando al proscioglimento da parte del giudice o finendo semmai a giudizio davanti alla Corte d’Assise. Con le nuove norme, introdotte negli anni scorsi, con quell’imputazione e quelle aggravanti da ergastolo non si può chiedere il rito abbreviato, ma in questo caso conta che il fatto risale al 2007 e quindi è avvenuto prima dell’introduzione della normativa che non consente più a certe condizioni gli abbreviati (processi a porte chiuse e con sconto di un terzo sulla pena).
Intanto, l’avvocato Cataliotti ha dichiarato:
“La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa e l’imputazione è conforme rispetto alle nostre previsioni sia per quello che concerne la dinamica del fatto sia per quanto riguarda le aggravanti. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazione a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prove e infine il merito”
Le reazioni
“Ferma la presunzione di innocenza e l’irrinunciabile diritto di difesa dell’imputato, si auspica che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente peraltro su aspetti che non trovano alcun fondamento né connessione con l’omicidio addebitato oggi a Sempio: ogni tentativo in tal senso, oltre ad essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi”. Così in una nota dei legali di Stasi, Bocellari e De Rensis.
“Non posso commentare le decisioni della magistratura, che è autonoma e indipendente; posso dire che a distanza di tanti anni, come potrebbe accadere per il caso di Pasolini che ho visto viene riaperto, è molto difficile recuperare tutte le prove che si sarebbero potute, forse dovute, ottenere subito. Comunque rispettiamo ovviamente le decisioni della magistratura”
Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine di un convegno a Roma, riguardo alla notizia. “Possiamo anche capire il disagio però – ha proseguito – di entrambi i protagonisti: una persona che è stata condannata e ha espiato parecchi anni di prigione per una cosa per la quale invece oggi viene imputata una persona diversa a distanza di tanto tempo”.
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Caso Garlasco, a metà novembre difesa Stasi presenterà istanza di revisione
Dell’istanza, in cui si annunciano elementi inediti, si dovrà occupare la Corte d’Appello di Brescia
Dopo la richiesta di processo avanzata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, accusato del delitto di Chiara Poggi, richiesta che ricalca interamente la chiusura indagine sostenendo le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti, la prossima mossa sarà quella della difesa del condannato Alberto Stasi. Da quanto dichiarato in tv, i legali Antonio De Rensis e Giada Bocellari sono pronti “a metà novembre” a procedere con la richiesta di revisione. Un’istanza, in cui si annunciano elementi inediti, di cui si dovrà occupare la Corte d’Appello di Brescia.
“Legali di Sempio non attacchino Alberto”
La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio “segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante”, effettuata dalla Procura di Pavia, “nonché l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso”, affermano in una nota gli avvocati Bocellari e De Rensis. “Nonostante i continui e inutili tentativi di delegittimazione se non finanche di scherno, perpetrati ai danni di tutti coloro che in qualche modo hanno fortemente voluto far luce su una vicenda da sempre ricca di dubbi e anomalie, gli elementi di prova scientifici, dichiarativi, intercettivi e documentali acquisiti, secondo la Procura di Pavia, riscrivono totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco”, aggiungono i legali.
“Ferma la presunzione di innocenza e l’irrinunciabile diritto di difesa dell’imputato, si auspica che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente”: ogni tentativo in tal senso, “oltre a essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi”, sottolineano nella nota.
Alla luce “dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso), si ritiene che l’unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione. Sui tempi, per ora, anche per la delicatezza della fase, non si possono e non si vogliono dare indicazioni, ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto”, conclude la difesa di Stasi.

I COMMENTI A CALDO

LO STATO PUÒ ESSERE PERICOLOSO SIAMO TUTTI ANDREA SEMPIO E NON SIAMO TUTTI INCOMPETENTI
🫵 RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO
Questo il capo d’imputazione contestato a Sempio:
«Causava la morte di Poggi Chiuara, in particolare dopo una iniziale collutazione colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contendente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra facendola cadere a terra»
Prosegue il comunicato:
«A seguito di ciò la trascinava al fine di condurla verso la porta della cantina e dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi a carponi la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-tempoirale sinistra e in regione parietale posteriore…facendole perdere i sensi»
La ricostruzione del delitto fatta dai pm prosegue in questo modo:
«A seguito di ciò spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente la colpiva con almeno 4-5 colpi…causando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso»
Nella prospettazione dell’accusa l’aggressione a Chiara Poggi sarebbe avvenuta in due fasi e con particolare accanimento, aspetto che ha indotto la procura di Pavia a contestare a Sempio anche l’aggravante della crudeltà
«in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto»
Viene ravvisata anche l’aggravante dei motivi abbietti
«riconducibili all’odio per la vittima al seguito di un rifiuto di un approccio sessuale»
Sarebbe quest’ultimo, dunque, il movente dell’assassinio.
Immediata la reazione della difesa di Sempio:
«Non c’è nulla di nuovo, nulla di inatteso. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione»
ha dichiarato l’avvocato Liborio Cataliotti, che con la collega Angela Taccia difende l’indagato.
aggiunge Liborio Cataliotti
«L’imputazione mi sembra articolata secondo quelle che erano le aspettative, certo non rosee, ma assolutamente attese, secondo cui «reato e aggravanti corrispondono all’avviso di fine indagini»

“SARÀ DIMOSTRATA LA MIA INNOCENZA”

è questa la reazione e la dichiarazione a caldo di Andrea Sempio e dei suoi legali (gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia) appresa subito dopo la notizia che la Procura di Pavia ha ufficialmente chiesto il suo rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi:
“SARÀ DIMOSTRATA LA MIA INNOCENZA”
La difesa ha liquidato l’atto parlando di una mossa “nulla di nuovo e nulla di inatteso”, dichiarandosi pronta a smontare l’impianto accusatorio davanti al Gup.
Nelle interviste rilasciate nelle scorse settimane, Sempio aveva già delineato la sua posizione a caldo rispetto alla chiusura delle indagini:
🔻• Sulla chiusura dell’inchiesta:
Si era detto “contento che questo primo capitolo sia terminato” e desideroso di andare in fretta in udienza preliminare per “poter discutere e spiegare tutto”, sperando di chiudere la vicenda in quella sede.
🔻• Sulla paura di un errore giudiziario: Aveva confessato il timore di finire in carcere a vita, spiegando di essere spaventato dall’idea che un errore possa influenzare la sua situazione, citando la condanna di Alberto Stasi.
🔻• Sulle prove tecniche:
Riguardo alle impronte e alle calzature sollevate dall’accusa, si era difeso fermamente affermando di “indossare il numero 44 da quando aveva 17 o 18 anni”, confidando nelle perizie svolte dai propri consulenti tecnici.
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È SOLO UNA “RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO” SARÀ UN GIUDICE A DECIDERE SE MANDARLO A PROCESSO NEL 2️⃣0️⃣2️⃣7️⃣
Sì, è corretto: la richiesta di rinvio a giudizio è l’atto con cui il Pubblico Ministero (P.M.) chiede al giudice l’inizio di un processo penale, ma non equivale a una condanna né alla certezza che il dibattimento abbia luogo.
Cosa succede in questa fase:
❇️* Chi decide: È il G.U.P. (Giudice dell’Udienza Preliminare) a valutare la richiesta del P.M. insieme alle memorie e alle difese dell’indagato.
❇️* Le alternative del giudice: Il G.U.P. può emettere un decreto che dispone il giudizio (mandando l’imputato a processo) oppure una sentenza di non luogo a procedere (se ritiene che non ci siano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in dibattimento).
❇️* Presunzione d’innocenza: Fino a una sentenza definitiva di condanna, la persona resta considerata non colpevole.
Martedì 3 novembre 2026
La procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio
Perché lo ritiene colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco:
ora spetta al giudice decidere se mandarlo a processo o NO
La procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto del 2007.
Significa che ora il giudice per l’udienza preliminare (gup) dovrà decidere se respingere la richiesta della procura e proscioglierlo (sentenza di non luogo a procedere), oppure se accogliere la richiesta e far così iniziare il processo (sentenza di rinvio a giudizio).
Il gup dovrà prendere questa decisione durante l’udienza preliminare, che in teoria si dovrebbe tenere entro 30 giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio;
nella pratica però succede che venga fissata anche più avanti, per ritardi nei tribunali e sulla base di esigenze legate ai singoli casi.
Gli avvocati di Sempio hanno già detto che si aspettano tempi più lunghi vista la mole di informazioni che il gup dovrà valutare.
Nel comunicato in cui ha reso nota la richiesta di rinvio a giudizio la procura di Pavia ha scritto di ritenere che Sempio abbia ucciso Poggi colpendola più volte con un «corpo contundente», e che il movente sia il rifiuto di un approccio sessuale.
Negli ultimi mesi erano uscite molte informazioni sulle indagini dei magistrati, anche in violazione del segreto investigativo, sulla base delle quali era già ampiamente ipotizzabile l’intenzione della procura di Pavia di chiedere il rinvio a giudizio.
Il gup accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio se, sulla base delle prove a disposizione, riterrà che Sempio potrebbe essere condannato durante il processo.
Questo criterio è stato adottato solo nel 2022 con la riforma dell’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, una norma che ha cambiato molti aspetti del sistema giudiziario italiano.
Lo scopo era evitare di aprire dibattimenti lunghi e costosi che poi si risolvono in assoluzioni.
Prima della riforma il giudizio del gup era molto più tecnico, si limitava cioè a controllare che le prove fossero coerenti, sufficienti o idonee per sostenere l’accusa durante il processo.
Ora invece il suo giudizio entra molto di più nel merito, spingendosi a valutare non solo la regolarità delle prove, ma anche in quale misura queste potrebbero portare a una sentenza di condanna.
Lo scorso 29 aprile Sempio era stato convocato in procura per un interrogatorio, con un atto chiamato “invito a comparire”
Dal documento era emerso che la procura aveva cambiato l’ipotesi di reato per Sempio, indagandolo per omicidio ma non più in concorso, con ignoti o con Alberto Stasi (l’allora fidanzato di Poggi, che nel 2015 fu condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio).
Negli ultimi mesi le indagini su Sempio sono state chiuse due volte: la prima a maggio e la seconda a settembre, dopo che i suoi avvocati avevano depositato nuove consulenze tecniche che avevano spinto la procura di Pavia ad avviare approfondimenti ulteriori per valutarne la fondatezza.

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«NESSUNA NOTIFICA A NOI. NON CAPISCO L’ESIGENZA DI SMUOVERE IL MEDIATICO CON I COMUNICATI STAMPA»
L’avvocato difensore di Andrea Sempio, Angela Taccia

“Il Procuratore Napoleone ha comunicato la decisione di rinvio a giudizio di Andrea mediante COMUNICATO STAMPA!!!
Mancava l’Araldo!
Di nuovo una prassi anomala.
Che stimola i media e di lì il circo.
Perché non una PEC correttamente ai difensori che hanno dovuto aspettare un tempo lunghissimo perché chiudessero indagini interminabili?
Uno sputo sulle loro controdeduzioni su accuse fondate sul nulla”
Andrea parla, parla, parla..
Scrive, parla..
Fatti niente.
di Rita Coltellese

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FABIO NAPOLEONE CONCLUDE LA CARRIERA CON RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO MA NON POTRÀ SEGUIRE EVENTUALE PROCESSO NEL 2️⃣0️⃣2️⃣7️⃣
🔹ULTIMA RIBALTA🔹
Fabio Napoleone, nato nel 1957 e originario di Ortona, andrà in pensione a giugno 2027, quando compirà 70 anni.

Il procuratore capo di Pavia, noto tra l’altro per il coordinamento delle nuove indagini sul caso di Garlasco, si avvicina così alla conclusione della sua carriera in magistratura.
🫵 Garlasco, le inchieste restano anche quando i procuratori vanno in pensione
La prospettiva del congedo di Fabio Napoleone pone una domanda sulla responsabilità di chi rimette in discussione una verità giudiziaria.
Il dubbio merita rispetto quando riguarda le sentenze, ma anche quando interroga le nuove ipotesi dell’accusa.
I magistrati vanno in pensione. Le inchieste, spesso, rimangono.
E insieme ai fascicoli restano le persone: chi aspetta una risposta, chi deve difendersi, chi ha già ricevuto una condanna e chi continua a fare i conti con un lutto.
È anche da qui che si può guardare alla nuova stagione giudiziaria di Garlasco. Fabio Napoleone, il procuratore di Pavia che coordina l’inchiesta su Andrea Sempio e ha promosso la valutazione di una possibile revisione della condanna di Alberto Stasi, si avvicina alla conclusione della carriera. Nato nel 1957, secondo quanto indicato dalla stampa dovrebbe andare in pensione nel 2027.
Una prospettiva che non dimostra nulla sulle sue intenzioni, ma rende legittima una riflessione su ciò che un magistrato lascia a chi viene dopo.
Una premessa è necessaria.
Nessun procuratore dovrebbe ignorare elementi nuovi perché gli manca poco al congedo. Se una condanna fosse ingiusta, correggerla sarebbe un dovere, indipendentemente dal calendario personale di chi se ne accorge.
E un’inchiesta non appartiene al magistrato che la conduce: appartiene all’istituzione, che deve poterla proseguire.
Proprio per questo, però, la qualità dell’eredità conta.
Quanto più importante è la verità giudiziaria che si rimette in discussione, tanto più solide devono essere le ragioni per farlo.
E tanto maggiore dovrebbe essere la cura nel distinguere ciò che è stato accertato da ciò che l’accusa ritiene di poter dimostrare.
Il 7 maggio la Procura di Pavia ha comunicato la conclusione delle indagini su Sempio e l’intenzione di trasmettere gli elementi raccolti alla procuratrice generale di Milano per valutare una richiesta di revisione della condanna di Stasi. Sono passaggi rilevanti, ma non equivalgono né a una condanna del primo né a un’assoluzione del secondo.
Nel racconto pubblico, invece, il rischio è che la possibilità di un errore passato diventi subito la certezza di una verità nuova. Prima ancora che questa abbia superato il confronto processuale.
Una sostituzione di certezze che dovrebbe preoccupare proprio chi rivendica il valore del dubbio.
Qui nasce la domanda, rivolta a chiunque eserciti il potere di accusare: il rigore impiegato nel cercare gli errori altrui viene applicato con la stessa intensità alle proprie ipotesi?
Si dà altrettanto spazio agli elementi che le indeboliscono?
Si è disposti a riconoscere che una pista promettente possa non reggere?
Alla fine di una carriera, fare il bilancio del proprio lavoro dovrebbe comprendere anche questo.
Tornare sui procedimenti seguiti, interrogarsi sulle scelte compiute, considerare le conseguenze delle accuse. È un esercizio di responsabilità che dovrebbe accompagnare ogni nuova iniziativa, soprattutto quando questa riapre una vicenda capace di occupare per anni tribunali e televisioni.
Non abbiamo elementi per sostenere che Napoleone stia trascurando questo dovere, né che cerchi un’ultima ribalta. Sarebbe una scorciatoia polemica. Possiamo però chiedere che il successo di un’inchiesta venga misurato dalla sua tenuta davanti ai giudici e dalla capacità di correggersi, anziché dall’intensità del terremoto pubblico che produce.
L’invito evangelico a scagliare la prima pietra soltanto se si è senza peccato non può diventare una regola per paralizzare la giustizia. Può ricordare, invece, che il potere di giudicare richiede anche la disponibilità a esaminare sé stessi.
La pulizia in casa propria comincia da questa disponibilità.
A Garlasco il dubbio deve poter entrare ovunque, anche nelle stanze di chi oggi dubita delle conclusioni raggiunte ieri.
È forse questa l’eredità più utile che un procuratore può lasciare: un lavoro abbastanza rigoroso da essere proseguito, e abbastanza aperto da poter essere smentito.

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CASO GARLASCO: DIFESA STASI, “LEGALI SEMPIO NON ATTACCHINO ALBERTO”

Lo afferma in una nota la difesa del condannato Alberto Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio de Rensis:
“La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio del 13 agosto 2007, segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante” effettuata dalla Procura di Pavia, “nonché l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso”
aggiungono i legali:
“Nonostante i continui e inutili tentativi di delegittimazione se non finanche di scherno, perpetrati ai danni di tutti coloro che in qualche modo hanno fortemente voluto far luce su una vicenda da sempre ricca di dubbi e anomalie, gli elementi di prova scientifici, dichiarativi, intercettivi e documentali acquisiti, secondo la Procura di Pavia, riscrivono totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco”
sottolineano nella nota:
“Ferma la presunzione di innocenza e l’irrinunciabile diritto di difesa dell’imputato, si auspica che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente”: ogni tentativo in tal senso, “oltre a essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi”
conclude la difesa di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto di Garlasco:
“Alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso), si ritiene che l’unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione. Sui tempi, per ora, anche per la delicatezza della fase, non si possono e non si vogliono dare indicazioni, ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto”

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