ULTIMO SALUTO AI MILITARI DECEDUTIElicottero precipitato in Bosnia, l’arrivo dei feretri ieri a Ciampino accolti da Mattarella e Meloni

ULTIMO SALUTO AI MILITARI DECEDUTI

Oggi l’ultimo saluto ai quattro militari deceduti il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina nello schianto dell’elicottero Ch47 Chinok della Missione Eufor Althea.

Le salme sono rientrate ieri mattina in Italia. Ad accogliere i feretri all’aero- porto di Ciampino insieme ai famigliari delle vittime il Capo dello Stato, la presidente del Consiglio, i ministri della Difesa e degli Esteri, i vertici militari, le Autorità civili e un picchetto d’onore interforze.

Subito dopo l’apertura al Celio della Camera Ardente. I funerali di Stato si terranno nella Basilica di santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Si indaga sulle cause dell’incidente, aperte tre inchieste.

«Impatto violentissimo, questione di un secondo, un miracolo che sia vivo», queste le prime parole dall’ospedale di Tuzla del tenente Flavio Favari, unico sopravvissuto della squadra sanitaria della Croce Rossa a bordo del velivolo.

Non sono in pericolo di vita nemmeno gli altri 10 feriti. IL DOLOROSO RIENTRO A CASA I sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente soccorritrice Laura Parocacci, entrambi del Corpo militare volontario della Croce Rossa, sono rientrati ieri mattina in Italia a bordo del C-130 dell’Aeronautica Militare.

Un momento di grande commozione e tristezza. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio ai caduti accarezzando le loro bare avvolte nel tricolore. Poi ha incontrato le loro famiglie, unite nel dolore dell’ultima attesa, dell’ultimo rientro a casa.

Nel piazzale dell’aeroporto militare con il Capo dello Stato c’erano la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani insieme ai vertici delle Forze Armate e della Croce Rossa.

Presente anche il governatore del Lazio, Francesco Rocca. Dopo il picchetto d’onore, le salme di Ruggia, Marchesi e Zecchillo sono state trasferite al Policlinico Militare Celio, dove nella chiesa della Salus Infirmorum è stata allestita la Camera ardente.

Il feretro di Laura Procacci è stato, invece, trasportato al Policlinico Tor Vergata: per lei, deceduta in ospedale in Bosnia-Erzegovina, e non sul colpo a differenza dei suoi colleghi, l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia.

LE INDAGINI IN CORSO: IPOTESI DI GUASTO TECNICO O ERRORE UMANO

A Roma risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti, che viaggeranno in parallelo. La Procura militare procede per l’ipotesi di reato di perdita colposa, mentre Piazzale Clodio (Procura Civile) indaga per disastro e omicidio colposo e lesioni colpose.

Si lavorerà in stretta collaborazione con la Commissione di esperti inviata dal ministero della Difesa italiana in Bosnia-Erzegovina. Esclusa già l’ipotesi di un attentato terroristico, al vaglio vi è la pista del guasto meccanico improvviso o l’errore umano, nonostante l’elevata qualificazione professionale dei piloti a bordo.

Un aiuto fondamentale per la ricostruzione dei fatti arriverà dall’analisi della scatola nera e dalle perizie tecniche sui rottami.

Al vaglio degli investigatori c’è anche un filmato di pochi secondi che riprende le ultime fasi del volo. Le immagini mostrano come il velivolo ab- bia cercato di recuperare quota prima di schiantarsi al suolo da un’altezza di circa 50 metri nella zona di Brcko, un’area lontana dal centro abitato, nel nord est della Bosnia-Erzegovina.

Il Ch 47 Chinok era impegnato in un’operazione di evacuazione medica, nell’ambito della missione EUFOR attiva dal 2004 per garantire la stabilità e la sicurezza della regione balcanica del post – guerra degli anni Novanta del secolo scorso.

Era partito da Viterbo, effettuando una sosta tecnica a Pratica di Mare, prima di raggiungere la Bosnia. A bordo vi erano 15 persone in tutto.

Non sono in pericolo di vita le 11 persone ferite, ora ricoverate. «È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata una questione di un secondo, un impatto violentissimo», così, ha raccontato dall’ospedale di Tuzla, dove si trova ricoverato, quegli attimi tra cielo e terra in quel maledetto pomeriggio il tenente Flavio Favari.

È l’unico sopravvissuto della squadra sanitaria della Croce Rossa a bordo del velivolo. L’ultimo saluto ai suoi colleghi Zacchillo e Procacci ed ai sergenti dell’Esercito Ruggia e Marchesi oggi a Roma.

I FUNERALI DI STATO

Si terranno alle 9, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, a Roma.

Lucia Stefania Manco

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