MANOVRA PER GIOVANI E SCUOLAMeloni ascolta le istanze degli studenti

MANOVRA PER GIOVANI E SCUOLA

Il Governo Meloni ed il ministro Valditara non sono rimasti insensibili ai problemi della scuola. Come ha spiegato più volte, il Governo ha deciso di adottare una linea duplice.

Da un lato la massima durezza nei confronti dei violenti, dei facinorosi e di chi commette illegalità. Dall’altro la volontà di ascoltare e di rispondere alle esigenze realmente poste.

Le rimostranze mosse dalle manifestazioni riguardavano sostanzialmente le strutture scolastiche da un lato e l’offerta formativa dall’altra.

Non strettamente legata al mondo del- la scuola ma, comunque, di interesse per i più giovani era la questione inerente il costo degli alloggi soprattutto nelle grandi città.

TRE AUMENTI DI STIPENDI PER GLI INSEGNANTI

La prima cosa che va detta è che il Governo non ha aspettato le proteste per comprendere le difficoltà del comparto. Gli insegnanti hanno avuto complessivamente, negli ultimi quattro anni, tre adeguamenti contrattuali importanti.

Non si vedeva un aumento così costante ed importante negli stipendi di professori e maestri da tempo immemorabile.

Si è trattata di un’attenzione che non è soltanto economica ma che riguarda anche la centralità della figura del docente nell’ambito del sistema Italia. I sindacati, dopo aver letto la finanziaria, hanno iniziato il loro tam tam in merito alla possibile riduzione degli organici.

Nel disegno di manovra è scritto che ci saranno 7000 assunzioni in meno di insegnanti. Le motivazioni più che politiche sono di statistiche. Il crollo demografico non giustifica il mantenimento di un numero di insegnanti proporzionato ad un tempo in cui i giovani e, quindi, gli studenti erano molti di più.

INTERVENTI PER LE STRUTTURE SCOLASTICHE

Il Governo non ha dimenticato di intervenire sull’edilizia scolastica. In particolare si prevede che le somme restituite dagli enti locali a seguito di revoche o rinuncia a finanziamenti per l’edilizia scolastica saranno riassegnate al fondo unico per l’edilizia scolastica.

Si tratta, sostanzialmente, di un intervento che si pone l’obiettivo di non perdere i soldi che le amministrazioni locali non sono state in grado di spendere.

Non è da dimenticare, infatti, che gli edifici scolastici sono in mas- sima parte di proprietà di comuni e province e non dello Stato.

Il Governo, inoltre, ha previsto un fondo specifico per gli asili nidi ed investimenti per garantire l’efficientamento energetico e la climatizzazione degli edifici scolastici.

LA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE

Va evidenziato come il Governo abbia previsto misure idonee anche per rendere effettivo il diritto alla libertà di educazione. Le famiglie che hanno un ISEE inferiore ai 30.000 euro potranno usufruire di un bonus di 1.500 euro per iscrivere i figli alle scuole paritarie.

Si tratta di una misura che va verso una maggiore possibilità di scelta da parte delle famiglie sul modello educativo da proporre ai propri figli riducendo il limite determinato dalla condizione economica di partenza.

LE MISURE CONTRO IL CARO AFFITTI

Come abbiamo detto in premessa, anche se non collegato direttamente con la scuola, una delle richieste avanzate dai giovani riguarda il caro affitti.

Anche su questo la manovra finanziaria prevede interventi importanti. La cedolare secca per gli affitti concordati scende dal 10% al 5%, questo rende più appetibile per il proprietario di casa l’idea di affittare a prezzi e condizioni politiche.

Per chi fitta agli under 35 la cedolare secca scende all’1%. In sostanza il Governo utilizza la leva fiscale per rendere appetibile la locazione di un immobile ad un giovane.

Roberto Lamattina

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