È GIUSTO INFORMARE

LA PRIMA VOLTA DI UN PONTEFICE ROBERT FRANCIS PREVOST HA VOTATO PER POSTA MIDTERM 2026
Robert Francis Prevost HA VOTATO A DISTANZA PER POSTA MIDTERM 2VoTE26 ELECTIONS

#ègiustoinformare
Leone ha votato per posta per le midterm,
“un diritto democratico”
La scheda inviata a Chicago:
“In linea con la consolidata prassi di partecipazione civica”

C’è un elettore non comune nelle elezioni di Midterm, test del secondo mandato di Donald Trump: il suo nome nell’elenco delle registrazioni è Robert Francis Prevost ma dall’8 maggio del 2025 ha assunto quello di Leone come 267esimo successore di Pietro eletto in conclave.

“Il Papa ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti, ogni volta che ne ha avuto la possibilità.
La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago”
fa sapere il Vaticano a fine mattinata quando già aveva preso a circolare Oltreoceano la notizia del quotidiano locale Chicago Sun-time che citando una funzionaria, Kim Fladhammer, capo dello staff dell’Ufficio del cancelliere della contea di Will nell’area metropolitana di Chicago, ha reso noto che Prevost è
“nella lista delle persone che hanno richiesto il voto per corrispondenza per le prossime elezioni”
La richiesta sarebbe stata registrata il 3 ottobre e sempre lì il Pontefice risulta iscritto nel registro elettorale con il suo nome civile e con l’indirizzo di suo fratello John: si tratta della località di New Lenox nella Contea di Will.

Qui in particolare la sfida vede contrapposti i repubblicani uscenti Frankie Pretzel e Judy Ogalla contro lo sfidante democratico Bob Howard ma non ci sono indicazioni ufficiali su quale sia il distretto in cui vota il Papa, che diviene così il primo Pontefice della storia moderna a partecipare a delle consultazioni elettorali.
Aggiunge eloquentemente la sala stampa
“Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici”
A portare la scheda elettorale di Leone sarebbe stato di persona proprio il fratello John mentre la registrazione risalirebbe a 8 giorni prima di annunciare al mondo che si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico da cui poi è emersa la presenza di un tumore al polmone, rimosso al policlinico Gemelli il 13 ottobre.
Il voto del Papa era già deciso anche prima dell’inedita e piuttosto clamorosa preghiera di alcuni vescovi cattolici nello Studio Ovale della Casa Bianca non autorizzata dai vertici della Conferenza episcopale Usa.

I presuli hanno pregato con la responsabile dell’Ufficio per la Fede creato da Trump, la predicatrice evangelicale Paula White, con la mano poggiata sulla spalla del Presidente: un gesto che ha fatto parlare di cesaropapismo. I presuli intervenuti in seguito si sono scusati parlando di “manipolazione” da parte della Casa Bianca a fini elettorali mentre non è certo un mistero che Trump anche in considerazione dei sondaggi che lo vedono sfavorito, è a caccia del voto cattolico.
Leone oggi ricevendo un think tank sull’intelligenza artificiale, ha parlato di “una tecnologia sviluppata dagli esseri umani, il cui futuro dipende dalle scelte che compiamo”, “chi considera il suo sviluppo soltanto come una gara da vincere rischia di concentrarsi esclusivamente sul traguardo, dimenticandosi di chi rimane indietro”.
Proprio Trump il 4 ottobre scorso ha nominato il capo dell’Intelligence “zar dell’Intelligenza artificiale” annunciando poi su Truth la creazione della “Super Intelligence force”

Prevost ha votato per le elezioni USA di metà mandato, è la prima volta di un Papa in carica
Robert Francis Prevost è nella lista delle persone che hanno richiesto il voto per corrispondenza per le prossime elezioni in Illinois.
Il Papa ha restituito la scheda, conferma la Sala stampa del Vaticano.
È il primo Pontefice in carica di cui si ha notizia che vota in un’elezionePapa Leone XIV è il primo Pontefice in carica di cui si abbia notizia che voti in un’elezione.
Aveva chiesto di votare per corrispondenza alle elezioni di Midterm che si terranno negli Stati Uniti martedì prossimo 3 novembre, secondo quanto riportato dai media statunitensi.
Venerdì 30 ottobre la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che, in linea con una consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago
Il Santo Padre ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità.
Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici.
Come sono nate le indiscrezioni sul voto del Papa alle Midterm
Ha dichiarato al Chicago Sun-Times Kim Fladhammer, capo dello staff dell’ufficio del cancelliere della contea di Will:
“Robert Francis Prevost è nella lista delle persone che hanno richiesto il voto per corrispondenza per le prossime elezioni”
La richiesta è stata registrata il 3 ottobre presso l’ufficio del segretario della contea di Will, nell’area metropolitana di Chicago, dove il Pontefice risulta iscritto nel registro elettorale con il suo nome civile, Robert Francis Prevost, e con l’indirizzo di suo fratello John nella località di New Lenox.
Il Pontefice ha tripla cittadinanza: vaticana, peruviana e statunitense.
L’informazione era stata anticipata il 23 ottobre dall’emittente WJOL di Joliet, che aveva attribuito la richiesta a una persona dell’entourage del Papa e aveva segnalato che la domanda è stata verificata e la scheda inviata.
Per cosa può votare Leone XIV
Il Papa potrà pronunciarsi sia sulla corsa al Senato dell’Illinois sia per la corsa a governatore dello Stato, dove il democratico J.B. Pritzker cerca il terzo mandato contro il repubblicano Darren Bailey e l’indipendente Collin Corbett, nonché per altri voti minori quali le elezioni giudiziarie e della contea di Will.
“Qualsiasi elettore registrato in Illinois può votare per posta. Fino al 2010 bisognava avere una giustificazione, ma tutto ciò è stato abolito. Quindi è ovviamente quello che sta facendo”, ha dichiarato sempre al quotidiano di Chicago Matt Dietrich, portavoce del Consiglio elettorale dello Stato dell’Illinois.
Per cosa ha votato in passato Robert Francis Prevost
Il Chicago Sun-Times ricorda che i registri della contea, diffusi dopo il conclave di maggio 2025, mostrano che Prevost ha votato alle primarie repubblicane del 2012, 2014 e 2016, nonché alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024.
Ha inoltre votato alle primarie democratiche nel 2008 e nel 2010. Ma non ha partecipato alle primarie tenutesi in Illinois a marzo. In Illinois, gli elettori non sono tenuti a registrarsi per partito politico e possono scegliere il partito per il quale votare durante le primarie.
Come capo di Stato, il Papa può votare per le elezioni in un altro Paese?
Il Papa è sovrano dello Stato della Città del Vaticano e capo della Santa Sede, soggetto di diritto internazionale che mantiene relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e che, per l’articolo 24 del Trattato del Laterano, si è dichiarato estraneo alle contese temporali tra Stati.
Non esiste precedente di un capo di Stato che partecipi come elettore alle elezioni di un altro Paese.
Leone XIV ha votato alle elezioni di midterm, primo Papa a votare nella storia
Il Vaticano conferma
Né Bergoglio, né Ratzinger né Wojtyla avevano mai votato nei loro paesi
Papa Leone XIV ha votato alle elezioni di metà mandato: il Vaticano conferma che Robert Francis Prevost ha esercitato il suo diritto di voto. Nato a Chicago, è ancora un elettore registrato in Illinois e il 3 ottobre ha chiesto una scheda per il voto postale, come consente la legge ai cittadini americani residenti all’estero.
Il Will County Clerk’s Office ha confermato la richiesta.
Nei registri il Papa risulta residente a New Lenox, località dell’area metropolitana di Chicago.
Secondo fonti vaticaniste dei rispettivi paesi, nessuno dei papi più recenti – né il polacco Giovanni Paolo II, né il tedesco Benedetto XVI né l’argentino Francesco – avevano mai votato in un’elezione durante il loro pontificato.
“Da quanto mi risulta, i pontefici italiani fino al 1978 non hanno mai votato per la Repubblica italiana, neppure papa Montini, Paolo VI, che pure era amico fraterno di Aldo Moro”
dice alla Voce Iacopo Scaramuzzi, vaticanista di Repubblica.
I precedenti
La documentazione elettorale consultata dal Sun-Times di Chicago dimostra una partecipazione alle consultazioni di entrambi i principali partiti americani da parte del Pontefice. Prevost ha votato alle primarie repubblicane del 2012, 2014 e 2016 e a quelle democratiche del 2008 e 2010.
In Illinois gli elettori non devono registrarsi preventivamente con un partito: al momento delle primarie possono scegliere quale scheda utilizzare.
I registri indicano inoltre che Prevost ha partecipato alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024. Non risulta invece un suo voto alle primarie in Illinois dello scorso marzo.
Con la scheda richiesta per le elezioni del 3 novembre, Leone XIV poteva esprimersi anche su due importanti competizioni politiche dello Stato: la corsa per il seggio al Senato lasciato da Dick Durbin e l’elezione del governatore, con il democratico JB Pritzker candidato alla rielezione. Il voto dell’Illinois contribuirà inoltre alla scelta dei rappresentanti al Congresso e al rinnovo di diverse cariche statali e locali.
Le tensioni con il governo Trump

La notizia della partecipazione elettorale del Papa arriva in un periodo caratterizzato da ripetuti contrasti pubblici tra il Vaticano e il presidente Donald Trump.
Negli ultimi mesi Leone XIV è intervenuto su diverse questioni che hanno caratterizzato finora il secondo mandato del leader MAGA, come la lotta all’immigrazione, le deportazioni di massa e il conflitto in Iran, temi sui quali l’amministrazione americana ha assunto posizioni oggetto di dure critiche da parte del Pontefice.
Le tensioni sono emerse anche nelle dichiarazioni pubbliche del Papa, che ha ribadito la propria libertà di esprimersi sulle questioni internazionali e sulle politiche dei governi.
Durante il viaggio verso l’Algeria, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’amministrazione Trump, ha dichiarato:
“Non ho paura del governo, né di parlare ad alta voce del messaggio del Vangelo”
Leone XIV è tornato in Vaticano il 18 ottobre, quattro giorni dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico a causa di un adenocarcinoma polmonare, uno dei tipi più comuni di tumore al polmone.
Negli ultimi giorni, il Santo padre ha gradualmente ripreso i propri impegni pubblici, tra cui l’udienza generale settimanale in Piazza San Pietro. Mercoledì ha invece incontrato un gruppo di circa 30 tra ecclesiastici, leader religiosi e laici di Chicago.

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