AMBIENTE E SALUTE, IL PROGETTO LUCAS AVANZA BARDI: «DALLA CONOSCENZA ALLA PREVENZIONE»
Il punto sulle ricerche in corso e sul loro contributo alle scelte per la salute e l’ambiente in Basilicata.
È stato il tema dell’incontro «La conoscenza come responsabilità: ambiente, salute e ricerca», che si è svolto nell’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata a Potenza, nell’ambito del progetto LucAS – Lucania Ambiente e Salute.
L’appuntamento ha riunito istituzioni e comunità scientifica per esaminare l’avanzamento delle attività e i primi risultati, anticipando i temi del meeting di fine anno.
Ad aprire i lavori è stato il rettore Fabrizio Caccavale, che ha richiamato il valore dell’iniziativa nel dialogo ventennale tra Ateneo e Regione. La responsabile scientifica Rosa Anna Cifarelli, con la relazione «Dalla ricerca integrata alla conoscenza condivisa», ha illustrato il quadro del progetto e le sue tre direttrici: ambiente, salute e società.
Un percorso multidisciplinare nato per mettere la ricerca a disposizione del territorio e fornire elementi utili alle decisioni pubbliche.
BARDI: «DALLA CONOSCENZA ALLA PREVENZIONE»
Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha sottolineato il contributo di LucAS alla conoscenza dello stato di salute delle comunità lucane e delle possibili relazioni con i fattori ambientali.
«Per oltre trent’anni la Basilicata non ha potuto disporre di uno studio integrato e strutturato capace di offrire una fotografia approfondita dello stato di salute delle comunità e delle possibili relazioni con i fattori ambientali.
Oggi stiamo finalmente recuperando quel ritardo», ha dichiarato.
Il governatore ha richiamato il primo quadro preliminare sulla popolazione lucana fornito dallo studio epidemiologi- co dell’Università di Padova e il lavoro dell’Università di Napoli sull’analisi dei bisogni di salute e sull’ascolto del territorio.
«La ricerca richiede tempi e rigore, ma tutte le linee principali stanno procedendo positivamente», ha affermato.
Dalle prime evidenze, ha spiegato Bardi, stanno già derivando interventi sul piano sanitario.
La Regione ha sottoscritto un accordo con l’Azienda ospedaliera San Carlo per attivare specifiche attività di sorveglianza nelle aree con particolari criticità. «Saranno sviluppati percorsi di monitoraggio oncologico, cardiologico e respiratorio rivolti direttamente alle popolazioni interessate.
È il passaggio fondamentale dall’analisi all’intervento e dalla conoscenza alla prevenzione».
Il presidente ha ribadito la necessità di tenere insieme le prospettive economiche del territorio e la tutela delle comunità: «L’obiettivo è coniugare lo sviluppo economico con la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di traguardi che non devono essere considerati alternativi, ma che devono convivere».
LATRONICO: «TRASFORMARE LA CONOSCENZA IN AZIONI TANGIBILI»
L’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, ha posto l’accento sull’impiego delle evidenze scientifiche nella programmazione sanitaria.
Nel suo intervento ha richiamato la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Azienda ospedaliera San Carlo, insieme ai piani di sorveglianza sanitaria attiva predisposti per i Siti di interesse nazionale di Tito e della Val Basento.
«I primi riscontri epidemiologici offrono una fotografia iniziale indispensabile: il rigore dei dati è l’unico strumento capace di respingere sia allarmismi immotivati, sia superficiali sottovalutazioni», ha affermato.
Il progetto, ha spiegato, punta a comprendere con metodo scientifico le relazioni tra ambiente, salute e condizioni di vita, fornendo elementi solidi per orientare le scelte amministrative.
Latronico si è soffermato anche sulle rilevazioni sociologiche, richiamando l’invecchiamento demografico, lo spopolamento e il divario tra aree urbane e zone periferiche.
«Il concetto di salute, d’altronde, supera la semplice assenza di malattia: è profondamente influenzato da fattori socioeconomici, livello di istruzione e capacità di accesso tempestivo alla rete dei servizi».
Da qui l’obiettivo di collegare gli studi agli interventi: «La nostra priorità è trasformare la conoscenza in azioni tangibili, la ricerca scientifica in percorsi di prevenzione primaria e i dati raccolti in decisioni capaci di incidere davvero sulla qualità della vita dei lucani», ha concluso l’assessore.
AMBIENTE, SALUTE E SOCIETÀ
Le tre direttrici del progetto sono state approfondite nella sessione scientifica introdotta e coordinata da Giuseppe Terrazzano, recentemente nominato direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università della Basilicata.
Annibale Biggeri dell’Università di Padova, con la relazione «Conoscere la salute. Il contributo dell’epidemiologia», ha affrontato il ruolo degli studi epidemiologici. Jonathan Pratsche dell’Università di Napoli è intervenuto sul tema «Comprendere i bisogni di salute: fattori di rischio, disuguaglianze, contesto sociale», dedicato alla lettura dei bisogni delle comunità e delle condizioni che incidono sul benessere individuale.
Il monitoraggio ambientale e i fattori di esposizione sono stati al centro del contributo di Gianfranco Peluso, dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri di Napoli, Cnr/UniCamillus.
Impossibilitato a partecipare in presenza, il ricercatore è intervenuto con un video dal titolo «Conoscere l’ambiente. Monitoraggio e fattori di esposizione».
Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello.
Il successivo appuntamento sarà il meeting di fine anno, per il quale il confronto all’Unibas ha anticipato temi e approfondimenti sul lavoro di ricerca in corso.

