È GIUSTO INFORMARE

UDIENZA GENERALE 21 OTTOBRE 2026 IN PIAZZA SAN PIETRO DI PAPA LEONE XIV
https://youtu.be/vp3nYAr0eNw?si=W9AEAlnajmBKnvTn
Leone XIV: urgente promuovere la famiglia, la vita concepita va protetta
Prima udienza generale in piazza San Pietro per il Papa dopo l’intervento al Gemelli
Il Pontefice ringrazia tutti per il sostegno della preghiera e Dio per la sua generosità
Nella catechesi, incentrata ancora sulla Gaudium et spes, sottolinea che la politica è chiamata a sostenere il matrimonio e la famiglia e ribadisce che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Un momento atteso, l’udienza generale di oggi mercoledì 21 ottobre, per i tanti pellegrini circa trentamila che non hanno fatto mancare preghiere per la salute del Papa durante il periodo del suo ricovero al Policlinico Gemelli durato cinque giorni. Leone XIV, prima di salire sul palco per pronunciare la sua catechesi, compie il suo consueto giro in papamobile ricevendo quel moto di affetto e vicinanza che spontaneamente lo ha investito dopo l’annuncio dell’intervento al polmone, reso noto all’Angelus l’11 ottobre. Il giro in una Piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, che al momento del passaggio del Pontefice ha dato tregua, è segnato da tante soste per benedire i bambini, salutare la folla festante che ha più volte gridato il suo nome tra le bandiere di diverse parti del mondo in particolare dagli Stati Uniti, il suo Paese natale. Al momento dell’arrivo sul sagrato, cardinali e vescovi si alzano in piedi per applaudire il Vescovo di Roma: un gesto che è espressione del loro “bentornato a casa”. Così Leone, sorridente, subito pronuncia parole di ringraziamento.
La prima cosa che vorrei dirvi è grazie, grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e la misericordia di Dio.
Guarda il video con Leone XIV che ringrazia i fedeli per le preghiere:
https://youtu.be/td30x7BMrls?si=vkH8nQHI0IxF3PS1
LEGGI QUI IL TESTO DELL’UDIENZA GENERALE DEL PAPA
LEONE XIV UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro Mercoledì, 21 ottobre 2026
I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 6.L’impegno per la famiglia nella società di oggi (GS, 47-52)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio.
La Costituzione pastorale Gaudium et spes(GS) del Concilio Vaticano II, dopo aver illustrato, nella prima parte, la dignità della persona e la sua vocazione nel mondo, nella seconda parte, «alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana», considera alcuni problemi contemporanei più urgenti (cfr GS, 46). L’attenzione si concentra in primo luogo sul matrimonio e sulla famiglia, nella convinzione che «il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare» (GS, 47).
A tale scopo, non ne vengono semplicemente ribaditi i valori e i fini, ma si prospetta una rinnovata concezione del matrimonio quale «intima comunità di vita e d’amore coniugale» (GS, 48). Integrando la dimensione giuridica del matrimonio come contratto, il fondamento di tale unione viene riconosciuto nel «patto coniugale», inteso come «l’atto umano col quale i coniugi mutuamente si danno e si ricevono» (ibid.). La reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19,6), motiva l’esigenza della «piena fedeltà» e della «indissolubile unità» dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli (cfr GS, 48). Riflesso della Trinità divina, l’amore coniugale e genitoriale, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene «sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo», affinché i coniugi possano amarsi l’un l’altra così «come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa» (ibid.).
Dopo aver illuminato la realtà del matrimonio alla luce dell’amore di Cristo, che è verità dell’amore umano e divino, Gaudium et spes rivolge l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale. Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza (cfr GS, 49). Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio (cfr ibid.). Mentre significa l’amore integrale da persona a persona, la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la loro vicendevole gioia (cfr ibid.).
La fecondità dell’amore coniugale, inoltre, si esprime nella procreazione dei figli, «il dono più eccellente del matrimonio» (GS, 50). Trasmettendo ed educando la vita umana, che mai va scartata, gli sposi diventano «cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti» (ibid.). Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi. Un tale giudizio, che, in ultima analisi, gli sposi stessi devono formulare davanti a Dio, esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo (cfr ibid.).
La valorizzazione della comunione amorosa e della fecondità procreativa nel matrimonio porta il Concilio a escludere che possa esserci «vera contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale» (GS, 51) e ad affermare, invece, che «quando si tratta di mettere d’accordo l’amore coniugale con la trasmissione […] della vita» si deve «mantenere «in un contesto di vero amore, il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana» (ibid.). Da ciò consegue sia che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», scongiurando «l’aborto e l’infanticidio»; sia che «gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima» (ibid.).
L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge quindi a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita «una scuola di umanità più ricca» e «il fondamento della società» (GS, 52), richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di «collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia» (ibid.).
Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero.
🔻🔻🔻
Saluti
Je salue cordialement tous les pèlerins francophones, en particulier ceux venus de France, de Suisse, de la République de Maurice, d’Haïti et du Cameroun. Puissent vos familles être missionnaires et source de paix et d’unité au sein de la société. Que Dieu vous bénisse !
[Saluto cordialmente tutti i pellegrini di lingua francese. Possano le vostre famiglie essere missionarie e fonte di pace e di unità nella società. Dio vi benedica!]
I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!
Herzlich begrüße ich die Pilger deutscher Sprache! Ich wünsche euch allen einen schönen Aufenthalt in der Ewigen Stadt. Gott segne und behüte euch!
[Un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. Auguro a tutti un buon soggiorno nella Città Eterna. Dio vi benedica e vi protegga!]
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Que la Sagrada Familia de Nazaret proteja a todas las familias del mundo entero. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.
Saúdo os peregrinos de língua portuguesa! Confio todos vós e as vossas famílias à Sagrada Família de Nazaré. Que Deus vos abençoe!
[Saluto i pellegrini di lingua portoghese! Alla Sacra Famiglia di Nazaret affido voi e le vostre famiglie. Dio vi benedica!]
Pozdrawiam serdecznie Polaków, a szczególnie organizatorów i wykonawców koncertu „Psalmy Pokoju”, zorganizowanego w 45. rocznicę Watykańskiej Fundacji Jana Pawła II. Niech to wydarzenie sprzyja dążeniom do pokoju i pojednania. Wszystkim wam błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi, in particolare gli organizzatori e gli interpreti del concerto «Salmi di Pace», per il 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. Tale evento favorisca propositi di pace e di riconciliazione. Vi benedico tutti!]
* * *
Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli.
Rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, come pure ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo.
A tutti la mia Benedizione
🔻
Famiglia, fondamento della società
Nella catechesi il Papa prosegue il ciclo sulla costituzione pastorale Gaudium et spes, concentrandosi sulla seconda parte che “considera alcuni problemi contemporanei più urgenti”, focalizzandosi in particolare sul matrimonio e sulla famiglia “perché – si legge nel testo conciliare – il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare”. Dopo una riflessione attenta sul senso dell’unione e sui frutti che genera, Leone richiama alla difesa della famiglia.
L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita “una scuola di umanità più ricca” e “il fondamento della società” richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di “collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia”. Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene.
Papa Leone XIV benedice una bambina nel suo giro in papamobile

Piena fedeltà e indissolubile unità
Il Papa ricorda, alla luce della Gaudium et spes, la “rinnovata concezione del matrimonio” intesa come “intima comunità di vita e d’amore coniugale”, un patto coniugale con il quale lo sposo e la sposa “si danno e si ricevono”.
La reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui “non sono più due, ma una sola carne”, motiva l’esigenza della “piena fedeltà” e della “indissolubile unità” dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli
L’unione è “riflesso della Trinità divina”, l’amore dei coniugi e dei genitori, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene sostenuto dalla “forza redentiva del Cristo” in modo che si amino come Lui ha amato la Chiesa e che per essa si è dato.
Gruppi di fedeli salutano il Papa

L’amore pervade tutta la vita dei coniugi
Papa Leone si sofferma poi sulla “mutua donazione” degli sposi che provoca gioia l’uno nell’altro, ponendo poi l’attenzione sulla fecondità matrimoniale. Ricorda che l’amore coniugale coinvolge non solo la sfera dell’attrattiva erotica ma “coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza”.
Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio.
Un retto giudizio
“La fecondità dell’amore coniugale – afferma il Papa – si esprime nella procreazione dei figli, ‘il dono più eccellente del matrimonio’”. Gli sposi, prosegue, sono “cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti” perché accolgono la vita “che mai va scartata”.
Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi
Un giudizio che gli sposi formulano davanti a Dio e che
“esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo”
Il Pontefice legge la sua catechesi

No all’aborto
Non c’è “contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale”, sottolinea il Papa. Si tratta di mantenerlo “in un contesto di vero amore” che è “il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana”.
Da ciò consegue sia che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”; sia che “gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima”.
Si proteggano le famiglie di tutto il mondo
Ricordando l’urgenza a cui la società è chiamata nel difendere il matrimonio e la famiglia, il Papa sottolinea come la Chiesa abbia sempre messo in luce questo aspetto “come dimostra – afferma Leone – la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali”. Infine il Vescovo di Roma fa affidamento alla Santa Famiglia di Nazaret perché protegga le famiglie del mondo intero.
Il martirio, offerta d’amore a Dio e ai fratelli
Al termine della catechesi, Papa Leone saluta i pellegrini provenienti da varie parti del mondo. Ricordo in lingua italiana la beatificazione di sabato scorso di don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede durante la persecuzione religiosa del secolo scorso. “La loro testimonianza – evidenzia il Pontefice – ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli”. “Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo”.
Rivolgendosi ai fedeli polacchi, saluta gli organizzatori e gli interpreti del concerto “Salmi di Pace”, in occasione del 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. “Tale evento – è l’auspicio di Leone – favorisca propositi di pace e di riconciliazione.
Grazie per aver letto questo articolo

🔹
#sapevatelo2026
