CARO GASOLIO, IN BASILICATA CONTINUA LA PROTESTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI
Dalla Basentana alla Statale 106 Jonica, la protesta degli autotrasportatori attraversa la Basilicata e mette sotto pressione i collegamenti per il trasporto delle merci.
Presìdi e blocchi interessano il Potentino e il Metapontino, mentre le imprese chiedono interventi contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di gestione.
Oggi, l’attenzione si concentra sul confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, in Prefettura a Milano. I manifestanti attendono garanzie concrete prima di interrompere la mobilitazione.
LA PROTESTA NEL POTENTINO
Nel Potentino la mobilitazione interessa diversi punti della viabilità, con un blocco a Varco d’Izzo, lungo la Basentana.
Altri presìdi di mezzi pesanti sono stati segnalati ieri nei pressi dello svincolo di Potenza Ovest e nella zona industriale di Tito, senza interruzioni della circolazione.
Gli autotrasportatori contestano il peso del carburante sui bilanci e chiedono misure per alleggerire le spese delle imprese.
La mobilitazione ha coinvolto anche il VultureMelfese.
Nel fine settimana i manifestanti avevano sospeso il presidio fino a domenica sera per non intralciare il traffico legato alla Sagra della Varola di Melfi, considerando anche il sostegno ricevuto dai sindaci dell’area. Una tregua circoscritta, mentre in altre zone della regione la protesta è proseguita.
SULLA JONICA STOP AI MEZZI PESANTI
Nel Metapontino i presìdi interessano snodi strategici per i collegamenti con Puglia, Calabria e aree interne lucane. La mobilitazione si è concentrata agli innesti della Statale 106 Jonica con la Statale 598 Fondovalle dell’Agri, a Scanzano Jonico, e con la Statale 653 Sinnica, nell’area tra Policoro e Rotondella.
Il blocco ha riguardato camion e autoarticolati, mentre è stato garantito il passaggio di automobili, autobus di linea, scuolabus e mezzi di soccorso.
Le limitazioni colpiscono dunque soprattutto il traffico commerciale, con conseguenze sulla movimentazione delle merci e sui tempi delle consegne.
Ieri sono proseguiti blocchi e rallentamenti sulla Jonica, a partire da Scanzano.
Gli autotrasportatori hanno ribadito l’intenzione di mantenere i presìdi fino all’arrivo di risposte, indicando nell’incontro di oggi un passaggio fondamentale per affrontare la crisi del settore.
IMPRESE E APPROVVIGIONAMENTI
Per la Basilicata la vertenza riguarda sia la sostenibilità delle aziende di trasporto sia la regolarità dei rifornimenti. Il protrarsi delle limitazioni rischia di pesare sulle attività che attendono materie prime e prodotti o devono spedire le proprie merci.
Conftrasporto-Confcommercio segnala difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati nelle aree interessate dai blocchi, soprattutto per gli alimenti freschi e deperibili.
Il presidente Pasquale Russo chiede interventi urgenti per gli autotrasportatori, insieme alla garanzia della libera circolazione delle merci e della continuità delle forniture.
OGGI IL CONFRONTO A MILANO
La protesta lucana si inserisce in una mobilitazione più ampia, con iniziative spontanee e fermi regionali organizzati.
In Sicilia e Calabria le agitazioni proclamate rispettivamente dal Comitato trasporto siciliano e da Fedralog Calabria sono iniziate il 16 ottobre e sono previste fino alle 24 di oggi.
Questa scadenza non determina automaticamente la conclusione dei presìdi spontanei negli altri territori.A Milano, al mattino Salvini incontrerà le associazioni nazionali e le principali rappresentanze del settore, mentre nel pomeriggio riceverà i gruppi delle mobilitazioni spontanee.
Il ministro ha indicato tra gli obiettivi lo sblocco di risorse già finanziate ma rallentate dalla burocrazia e il reperimento di ulteriori fondi contro il caro gasolio.
Tra i dossier figura l’utilizzo dei 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare, da distinguere dagli interventi richiesti per ridurre nel- l’immediato il peso del carburante.
Salvini ha inoltre sollecitato il rispetto del lavoro degli operatori danneggiati dai blocchi.
Per gli autotrasportatori lucani il passaggio decisivo resta quello dalle disponibilità agli impegni concreti.
Dai presìdi della Basentana e della Jonica si attendono risposte sui costi e sui sostegni alle imprese: dall’esito del confronto dipenderanno le prossime decisioni sulla mobilitazione.

