STABILICUM, AL VIA I RICORSI ALLA CONSULTA
Al via i ricorsi contro lo “Stabilicum”, la nuova legge elettorale approvata in Parlamento e promulgata dal Capo dello Stato.
Saranno presentati il 26 ottobre in tutte le Corti d’Appello e contengono 6 punti di dubbia costituzionalità.
L’iniziativa, coordinata da Pietro Adami, Enrico Grosso e Roberto Zaccaria – esponenti della Rete per un voto libero e uguale – è stata presentata ieri in una conferenza stampa a Montecitorio.
A sostegno del pool di giuristi e avvocati, oltre ai partiti d’opposizione (Pd, Iv, M5s, Avs e Più Europa), cittadini e personalità della cultura e dello spettacolo. In tutto i ricorsi sono 30, gli avvocati pronti a depositarli 99, mentre i ricorrenti raggiungerebbero il numero di 500.
Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi, partito della premier Meloni:«Non temiamo nulla, rispetteremo le decisioni».
I ricorsi erano stati già annunciati, ora la macchina si è messa in moto.
Sotto la lente di giuristi e avvocati ci sono il premio di maggioranza, il meccanismo di assegnazione dei seggi, libertà di voto e selezione degli eletti, parità di accesso ed equilibrio di genere, indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio ed eccessivo numero di firme richiesto alle liste non rappresentate in Parlamento.
Ci sarebbe, poi, un settimo profilo, al momento «in corso di redazione» che riguarderebbe il voto all’estero. Che succede ora?
L’obiettivo è «presentare i ricorsi nell’esatto giorno dell’entrata in vigore della legge», ha spiegato Roberto Zaccaria, professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Firenze, annunciando che «le azioni legali verranno sottoscritte da 500 ricorrenti».
Tra i nomi figurano politici, come Fausto Bertinotti, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema e Romano Prodi, personaggi dello spettacolo come Marisa Laurito e l’attrice Monica Guerritore, giornalisti e intellettuali.
Tra questi ultimi ci sono Lucia Annunziata e il filosofo Massimo Cacciari.
Se la Consulta accogliesse i ricorsi? «Non torna il Rosatellum, ormai è abrogato.
Nessuno pensi che le nostre iniziative siano volte a ripristinarlo. La legge sarà quella nuova, auspicabilmente depurata degli aspetti incostituzionali.», ha detto il professor Grosso.
«Negli ultimi 20 anni – ha aggiunto – sono state approvate quattro leggi elettorali, un caso unico, e due sono state dichiarate incostituzionali.
Il lavoro che stiamo facendo mette a disposizione una bozza con una serie di dubbi di incostituzionalità, poi i singoli avvocati che li sottoscrivono possono redigerli nel modo a cui loro sembra più efficace».
Per quanto riguarda la tempistica, l’avvocato Adami ha spiegato che «a metà gennaio ci potrebbe essere l’udienza in Tribunale, alla fine del mese l’ordinanza per sollevare la questione alla Consulta». «Il rischio, da- vanti al voto anticipato – hanno evidenziato Grosso e Adami – è che la Corte non riesca a pronunciarsi prima delle elezioni.
Questo però non rende inutile la nostra azione». L’ipotesi resta, nonostante dal centrodestra e dalla Meloni siano arrivate dichiarazioni che il governo andrà avanti fino alla fine della legislatura.
Sui ricorsi alla legge elettorale, Donzelli, rispondendo ai cronisti ha affermato: «Siamo sicuri che abbiamo fatto una legge importante per gli italiani e che sia perfettamente costituzionale.
Guaderemo cosa dice la Consulta e lo rispetteremo».
In conferenza stampa a Montecitorio, ieri, erano presenti diversi esponenti dei partiti di opposizione, da Maria Elena Boschi (Iv) a Colucci (M5s), Magi (più Europa), Bonafé (Pd) e Zaratti (Avs).
Lucia Stefania Manco

