“IL CAMPO CAOS” SEMPRE MENO LARGO
Approvata la legge elettorale si deve iniziare a parlare di elezioni.
La legge elettorale prevede la formazione della coalizione, l’indicazione di un programma comune e di un leader.
Qui iniziano i problemi per il campo largo-centrosinistra.
Già la mancanza di un nome comune è il primo problema. Il centrosinistra ha Renzi ma non il M5S, il Campo Largo ha il PD e il M5S ma non ha Renzi.
Sembra una sciarada solo che in principio sembra XX poi diventa XXYZX per parafrasare Elio e le Storie Tese.
A questo si aggiunge la propensione dei leader dell’opposizione alla sobrabbondanza verbale.
CONTE CONTRO APPENDINO
Ieri c’è stata l’ennesima tappa della guerriglia.
Oggetto della discussione la presenza di Renzi. Italia Viva e il suo leader sono stati in questi mesi come quei parenti impresentabili di alcune opere teatrali e cinematografiche.
Lo hanno tenuto fuori dai palchi come si tiene lontano dal tavolo degli sposi lo zio che non si sa vestire.
Ora, però, è arrivato il momento della torta e questo problema va affrontato e risolto non potendolo più nascondere.
Chiara Appendino, storico leader del M5S e vicinissima a Conte, non usa mezze parole, per lei Renzi non deve fare parte della coalizione.
Sulla presenza di Italia Viva il Movimento sembra pronto a mettere il veto. Del resto sulla stessa linea sono da tempo gli opinion leader del Movimento dal Fatto Quotidiano a Scansi.
Renzi non è tipo da tenersi una critica così senza reagire e fa pesare la sua forza comunicativa.In pratica dice che il Movimento chiedeva di non candidare gli indagati, noi non candideremo condannati con sentenza definitiva come l’Appendino.
Il colpo è chiaro, violento e ben assestato ma disvela oltremodo la frattura insanabile nella coalizione.
LA SCHLEIN CONTRO IL PD
Nella giravolta fratricida nella coalizione l’ultima novità è la guerra tra la Schlein e i vertici del suo stesso partito.“
Hanno provato a commissariarmi più volte – dice il segretario rivolto al suo stesso partito – perché credono che si vinca sul fronte moderato. Io credo si vinca fuori dalla moderazione”.
A nostra memoria e il primo j’accuse di un segretario di partito contro il suo stesso partito. Non si era mai visto prima. È un inedito nel conflitto a sinistra.
La segreteria del PD intanto fa capire di essere pronta a prendere le posizioni del Movimento Cinque Stelle in politica estera convinta della necessità di trovare un’intesa con gli alleati anti occidentali.
Tutto ciò non può non rischiare una frattura con la parte moderata del suo stesso partito. LE PRIMARIE Oltre al programma resta da sciogliere la leadership.
La Legge elettorale prevede l’indicazione del leader. Per il PD lo fa il segretario del primo partito, per il Movimento servono le primarie.
Nelle primarie è avvantaggiato Conte anche perché lo Statuto del Pd non vieta la nascita di una seconda candidatura di Partito mentre il leader del M5S ha già ottenuto il sostegno di AVS e dell’estrema sinistra.
L’ARIA CONDIZIONATA DI BONELLI
Per non farsi mancare niente Bonelli apre la questione della povertà energetica parlando di aria condizionata per tutti.
Dal diritto alla casa a quello dell’aria fresca il passo è breve. Forse, però, si può pensare di imporla ai leader della coalizione che ancora non sa in che formazione, con che leader e con che modulo sfidera’ Giorgia Meloni.
Roberto Lamattina

