UN’INDAGINE BIPARTISAN
La politica certe volte è strana.
Ancora più strana quando interseca le sue strade con quella della giustizia. In una città come Potenza dove tutti si conoscono e il mondo è piccolo può esserlo ancora di più.
Ancora non sono immaginabili gli effetti che l’indagine partita dalla Procura della Repubblica di Potenza può produrre sulla politica del capoluogo ma sicuramente già si possono delineare alcuni profili politici che non sono da trascurare e che sottolineano ancora una volta che noi non sbagliamo quasi mai nelle nostre analisi sulle strategie.
IL CAMERATA QUARATINO
Uno dei grandi perni dell’inchiesta è Rocco Quaratino.
Dalle intercettazioni emerge che lo stesso ha svolto un ruolo di grande registra delle operazioni estorsive fatte da Lopiano di cui era complice.
In sostanza Quaratino agisce con due linee di azione.
Da un lato minaccia fisicamente le persone, dall’altro fa credere (soprattutto in merito alla gestione dei cassonetti per i panni usati) di avere un grande potere politico.
Ad un certo punto dice “il prossimo presidente di ACTA è del nostro partito e cambia tutto”, oppure “se non fai come dico vado al Comune e parlo con il funzionario”.
Rocco Quaratino è una delle espressioni vaganti del centrodestra potentino. Il suo coinvolgimento nella politica è proprio il segno del pressappochismo che da sempre segnaliamo nella gestione dei partiti di centrodestra ed, in particolare, di Fratelli d’Italia e oggi anche di Futuro Nazionale.
Quaratino si candida, infatti, nelle liste di Fratelli d’Italia è il primo dei non eletti ed entra in Consiglio con il primo rimpasto di giunta, naviga di qua e di là tra le forze moderate del centrodestra e, poi, non viene rieletto. Oggi è passato in Futuro Nazionale insieme a Pappalardo e Vigilante.
La foto con Curatella che consacra il suo passaggio dà l’idea di una certa superficialità. Certo per un partito appena nato avere già un indagato è un record. La militanza di cui parla Curatella dovrebbe passare anche per una più attenta vigilanza sugli ingressi. Un tempo era una delle caratteristiche della politica militante sul territorio.
IL COMPAGNO GIUZIO
L’altro indagato proveniente dalla politica è l’assessore Giuzio.
Eletto in Basilicata Possibile è un esponente della sinistra più radicale. Il PM aveva chiesto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il GIP ha precisato che “la più recente e consolidata giurisprudenza di legittimità esclude che il fatto, così come contestato e accertato nel corso delle indagini, assuma rilevanza penale” fissando ulteriori interrogatori per chiarire la posizione.
Pesa in tale direzione la riforma Cartabia che prevede la custodia cautelare applicabile solo quando sono evidenti gli elementi di reato.
Resta, però, un fatto politico che travalica ogni tipo di valutazione penale.
Giuzio ha un rapporto politico ed elettorale con i Lopiano che, stante alle indagini, hanno un comportamento estorsivo molto pesante e millantano un peso politico di relazioni. Vale anche qui quello che avevamo detto per Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia.
Non è forse il caso che i partiti strutturati ed organizzati e gli uomini politici che vivono il territorio inizino davvero a sondare meglio le persone ed evitare frequentazioni problematiche?
LE RICADUTE SUL COMUNE
L’idea che noi ci siamo fatti è che le indagini non finiscano qui. I nomi usciti sono soltanto quelli per i quali sono state richieste le misure cautelari.
Altri nomi sembrano coperti o legati ad altri filoni di indagini. Noi non sappiamo cosa accadrà nel futuro e ci auguriamo che ognuno possa chiarire la sua posizione nel migliore dei modi possibili.
Certo è che noi ci auguriamo che mai le indagini diventino oggetto di dibattito politico o vengano usate in tal senso.
Massimo Dellapenna

