LEGGE ELETTORALE, DONZELLI: «SIAMO SERENI»
Una settimana decisiva. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ieri ha posto nell’Aula della Camera dei deputati la questione di fiducia sui primi tre articoli dello “Stabilicum”, il testo di legge della riforma elettorale.
I partiti di opposizione sono insorti: «è uno schiaffo al Parlamento, stiamo mettendo in soffitta la democrazia, fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole».
Le dichiarazioni di voto inizieranno oggi, a mezzogiorno, e proseguiranno domani. Giovedì 8 è previsto il voto finale, a scrutinio segreto. Il centrodestra si conferma fiducioso.
Dopo il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani (Fi), qualche giorno fa, anche il leader della Lega, Matteo Salvini ieri ha rassicurato che «non ci saranno franchi tiratori.».
«Un’ottima legge, serve all’Italia, siamo sereni», queste, invece, le parole del responsabile organizzazione del partito della premier Meloni, Giovanni Donzelli.
La fiducia è posta sui testi modificati dal Senato (seconda lettura), di conseguenza non saranno esaminati gli emendamenti presentati dalle opposizioni.
Oggi si voteranno i primi due articoli, quelli che disciplinano il nuovo sistema di elezione.
Si prevede un proporzionale con premio di mag- gioranza a chi ottiene il 42 per cento dei voti, sia alla Camera che al Senato.
Sono state introdotte le preferenze con capilista bloccati ed è previsto un aumento della raccolta firme per i partiti non presenti in Parlamento che vogliono partecipare alle elezioni. Il terzo articolo, in particolare disciplina i nuovi collegi di Bolzano.
Dura la reazione da parte dell’opposizione, subito dopo la comunicazione di Ciriani, ieri, sulla questione di fiducia posta dal governo.
«È una scelta gravissima, intollerabile. La legge elettorale è materia per eccellenza del Parlamento, non può diventare uno strumento attraverso il quale il governo lega a sé la propria sopravvivenza politica», si legge in una nota stampa del deputato dem Roberto Speranza.
Ha parlato di «gesto indegno e e schiaffo al Parlamento», il suo collega dem Fornaro, confermando la richiesta di voto finale segreto.
«Si pone la fiducia su 53 emendamenti presentati dalle opposizioni, tutto fuorché atteggiamento ostruzionistico.
Avete paura della tenuta della vostra maggioranza e del voto segreto che fortunatamente ci sarà», ha aggiunto.
«State mettendo la democrazia parlamentare in soffitta», ha tuonato Zaratti (Avs), durante il suo intervento. Sulla stessa linea il Movimento cinque stelle. Il leader di + Europa, Riccardo Magi, al sesto giorno di sciopero della fame, ha lanciato un appello in Aula: «Fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole».
Il parlamentare ha anche annunciato che proseguirà la sua protesta e ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per illustrargli i rischi per la nostra democrazia con lo “Stabilicum”.
Domani inizia il rush finale.
Nel centrodestra c’è fiducia e serenità, a giudicare dalle dichiarazioni. «Se dopo che il presidente del Consiglio ha chiesto la fiducia su un provvedimento, questo non passa dovrebbe salire al Colle.
È una questione di rispetto istituzionale. Noi abbiamo il rispetto dell’Aula, che è sempre sovrana», ha risposto Donzelli ai cronisti. «Noi Siamo sereni – ha aggiunto il responsabile organizzativo di Fdi – di aver fatto un’ottima legge elettorale che serve all’Italia e quindi andiamo con convinzione che sia approvata dal Parlamento».
Giovedì prossimo le dichiarazioni di voto in Aula sono previste per le 10.30, poi ci sarà il la votazione conclusiva, a scrutinio segreto.
Lucia Stefania Manco

