ENI ACCANTO ALL’ITALIAIl cane a sei zampe impone il tetto al carburante nei propri impianti

ENI ACCANTO ALL’ITALIA

Prima di parlare della riduzione del prezzo dei carburanti alla pompa voluta dal Governo Meloni ed effettuata da Eni proviamo a fare una premessa per comprendere i motivi dell’aumento del prezzo del carburante per i cittadini.

In parte c’entra Hormutz e la guerra iraniana, in parte c’entra la guerra russo-ucraina, moltissimo c’entra la follia green che ha colpito l’Europa.

L’EUROPA HA CHIUSO LE RAFFINERIE

La prima causa dell’aumento dei prezzi è la le raffinerie per non fare arrabbiare gli ambientalisti.

L’Europa ha un know how all’avanguardia per la raffinazione di petrolio. Questo know how è stato deliberatamente distrutto ed impoverito.

Chi confronta il prezzo del petrolio con quello del prodotto finito dimentica che l’estrazione è una parte del processo produttivo. Noi non compriamo petrolio ma benzina.

La chiusura delle raffinerie in omaggio alle utopie ecologiste ha indebolito, fino quasi alla distruzio- ne il nostro sistema energetico.

LA MOSSA DI ENI

Fatta questa premessa storica è arrivato il momento di provare a spiegare come si è arrivati alla mossa di ENI di ridurre il prezzo di benzina e gasolio e, soprattutto, quali saranno gli effetti della decisione del cane a sei zampe. ENI è un asset strategico della nostra nazione.

Giorgia Meloni, dopo anni di governi indifferenti se non ostili al nostro colosso petrolifero, ha dato evidenza della centralità della sovranità energetica nella strategia nazionale. In questa centralità strategica riacquista una centralità politica Eni.

Si chiama simbiosi mutualistica.

Se lo Stato si ricorda che Eni è un gioiello nazionale, Eni si ricorda che la sua missione è anche quella di difendere l’Italia.

UN REGIME DI OLIGOPOLIO

La modalità con la quale è stata data la notizia è un capolavoro di comunicazione istituzionale. La no- tizia viene data da ENI. Il Governo ringrazia.

Perché la notizia non viene data insieme da Eni e Governo? Secondo l’opposizione questo non avviene perché il governo non avrebbe avuto alcun ruolo.

In realtà la scelta ha molto a che vedere con le politiche industriali e la borsa. Eni ha un titolo quotato in borsa. Se decide Eni è una decisione di impresa.

Se la decisione fosse stata comunicata dal governo sarebbe sembrara una scelta subita o condizionata.

Quello che è interessante sono gli effetti che la decisione di Eni produrrà su tutta la distribuzione.

In un regime di oligopolio, quando uno degli oligopolisti riduce il prezzo, gli altri sono costretti a seguirlo.

Ed, infatti, anche IP ed altre compagnie hanno comunicato i ribassi.

Roberto Lamattina

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