Le Cronache Lucane

IMPATTO ZERO, LEONE SUI VACCINI A POLICORO: «L’AVRANNO FATTO PER FARMI DEL MALE»

Qual è stato l’impatto del Covid sulle nostre vite oltre che sulla nostra economia? A che punto è la nostra capacità di andare oltre lo shock che in questo anni ci ha ributtato a terra ogni volta che tentavamo di rialzarci? Se il virus non ha risparmiato nessuno sul pianeta, comincia ora a differenziarsi nei singoli territori la capacità di guardare avanti. Impatto zero è allora la misura del nostro coraggio, della nostra capacità di ripartenza, non solo di resistenza. Ed è il titolo del ciclo di trasmissioni condotte da Lucia Serino, partito lunedì scorso con, in studio, il primo ospite, l’assessore regionale alla sanità, Rocco Leone.

A che punto siamo arrivati dopo i mesi della grande guerra? Povertà dilaganti, bisogni emergenti, comportamenti mutati. Nel contesto di problemi che ci accomunano, la trasmissione prova a fare il punto sulle nostre prossimità, ad analizzare la Basilicata in tutte le sfere della sua organizzazione, le nuove responsabilità politiche, gli ingranaggi del sistema produttivo, la nostra socialità, il nostro equilibrio con l’ambiente. Se la Basilicata è dentro le dinamiche globali è pur vero che alcune sue specificità la rendono singolare, nell’emergenza e nella programmazione futura: si avvia ad essere una regione geriatrica, per il saldo negativo tra nascite e morti, oltre il 60 per cento della popolazione attuale non è attiva dal punto di vista occupazionale.

Un anno fa ci eravamo illusi che per la conformazione territoriale, grazie ai piccoli borghi diffusi sulle cime delle nostre vette, potessimo avere una Basilicata attrattiva Covid free. Così non è stato. Nella regione da dove sono partiti il ministro della salute, Roberto Speranza e il generale al quale Draghi ha affidato il piano vaccini, si stenta a trovare l’exit dall’emergenza e, ancor di più, a trovare la strada per un nuovo cammino. «Il momento più tragico di quest’anno, quello di maggiore impatto ha detto l’assessore Leone è stato contare i morti, non ci si rassegna».

E alla domanda della conduttrice su una prospettiva di futuro, l’ex sindaco di Policoro ha risposto da pediatra: «Sono i bambini, quelli che incontro tutti i giorni e al mattino presto in ambulatorio, un modo anche per rilassarmi dalla politica». Leone, pur nella perfettibilità di un cammino sanitario che si poteva migliorare ma che ha incontrato ha detto con onestà gli inciampi che tutti hanno incontrato perché presi alla sprovvista da una catastrofe inattesa, ha indicato quello che è stato il merito della compagine amministrativa guidata dal generale Bardi: «Trasparenza e merito, per cui anche dirigenti capaci che già c’erano sono rimasti al loro posto», ha detto.

E alle accuse di “napoletanità” ha replicato ricordando la prima giunta Pittella fatta esclusivamente di assessori “stranieri”. Strenuo difensore della “diversità” politica di Bardi, Leone ha svelato che il generale, contrariamente a quanto si creda, passa molto tempo nell’ufficio di Via Verrastro, anche il fine settimana a Potenza. Alle polemiche, infine, sui furbetti del vaccino che sono stati preferiti nella sua Policoro e nelle altre città degli assessori, si è candidamente difeso: «Non ne sapevo nulla, ho chiesto chiarimenti, potrebbe anche essere una manovra per mettermi in difficoltà»

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