Le Cronache Lucane

L’IRA DEGLI STUDENTI: «FATECI I TAMPONI PRIMA DI RIENTRARE»

A Potenza e Matera le superiori riaprono tra non poche polemiche e qualche protesta. Paura dei contagi, e dunque famiglie che tengono i figli a casa. Ci sono classi integralmente in didattica digitale a distanza, altre con 260studenti in presenza, e in mezzo si trovano le situazioni più varie. In Basilicata si è tornati a scuola così, con un rientro differente classe per classe, istituto per istituto. A Potenza insorge la protesta degli studenti di due Licei scientifici Galilei e Pasolini che sono rimasti in Dad: «Fateci i tamponi prima di rientrare».

«Seppur nella consapevolezza che il rientro a scuola è dettato da un nuovo Dpcm, spiegano gli studentiriteniamo che il rientro in presenza nell’attuale contingenza, con le varianti più contagiose e aggressive, anche nei confronti dei bambini e ragazzi, rappresenti un grande rischio per tutti gli studenti, per gli stessi docenti, vaccinati con la sola prima dose, e di conseguenza per tutte le famiglie coinvolte, quando ormai si è vicini a immunizzare almeno i soggetti più fragili, che da un anno stiamo provando a tutelare, rinunciando, non senza sacrifici, alla nostra vita di adolescenti.

Visti anche i risultati fallimentari degli scorsi tentativi di ritorno alla didattica in presenza, seguiti da subitanee nuove chiusure, e i mezzi di trasporto per i pendolari insufficienti e sovraffollati, quest’oggi abbiamo deciso di non presentarci in presenza, ma di collegarci sulla piattaforma teams. La nostra intenzione, però, non è mai stata quella di indire uno sciopero o di fare un’assenza, tuttavia quella di continuare a fare scuola, ma in sicurezza».

È questo in sintesi il messaggio della lettera aperta che gli studenti hanno inviato al sindaco di Potenza Guarente e al Dg dell’Asp Bochicchio, con la richiesta di fare i tamponi prima di rientrare come successo in altri comuni. Anche al Liceo Rosa-Gianturco di Potenza i genitori hanno scritto al dirigente chiedendo «di poter consentire ai nostri figli, classe II G, di proseguire con la Dad, in quanto tornerebbero a scuola il 12 aprile senza essere stati sottoposti a screening e questo potrebbe agevolare la diffusione del virus. Consapevoli che la Dad non è il miglior approccio all’apprendimento, e mancando poche settimane alla fine dell’anno scolastico, riteniamo che sia l’unico modo per tutelare la loro salute e di conseguenza quelle delle nostre famiglie.

Sappiamo bene che la scuola cerca di adottare tutte le precauzioni possibili, come sanificare gli ambienti, ma riteniamo non essere bastevole per contenere i contagi. Tra l’altro molti ragazzi usufruiscono dei mezzi di trasporto locale e conosciamo molto bene la situazione al limite della capienza».

Chi rientra però parla di una emozione da primo giorno di scuola. «Mi ero stancato di stare a casa racconta Marco dell’istituto Giorgi di Potenza, nella cui classe tornano in 5 su 22 anche perché a scuola si lavora molto meglio e di più». Un aspetto, questo, che preoccupa un pò Alessio: «Speriamo che ora non ci ammazzino di interrogazioni e compiti, sarà una prova del fuoco questa settimana, vedremo come va».

Due suoi colleghi, Mario e Daniele del terzo anno, sono «contenti di tornare in aula dove avremo una maggiore attenzione dai docenti grazie al contatto diretto. Ora resta da vedere il tema dei trasporti pubblici, anche se stamattina non erano molto affollati dagli studenti ma soprattutto da lavoratori». La classe di Mario e Daniele non è al completo solo 7 alunni su 24

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