Le Cronache Lucane

REGIONE, CRISI CDX: MEZZOGIORNO DI FUOCO

Regione, crisi del centrodestra: non tutti i sistemi caotici, come la coalizione governativa ha dimostrato di essere, continuando a farlo, sono complessi. Tutto dipende dalle condizioni iniziali e nel caso lucano una in particolare è apparsa sin da subito assente: il vincolo di una particolare agenda politica o morale. Cambi di casacca e partiti con porte girevoli: non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Soltanto che, nel caso del centrodestra lucano, quelli in corso e in via di ufficializzazione si innestano su degli altri già preesistenti. L’ago della bilancia, inaspettatamente assurto ad attuale protagonista assoluto, è Vincenzo Baldassare (IdeA). Fratelli d’Italia ha bisogno della sua adesione per chiudere la scalata in Giunta, pareggiare i conti con Forza Italia, relegando però, dal punto di vista elettorale, gli “azzurri” a terzo socio della maggioranza. Sul congedo di Piergiorgio Quarto dalla lista del presidente, non ci sono dubbi, ma manca ancora un tassello: l’ex numero 1 di Coldiretti in Basilicata, vuole la garanzia dell’assessorato. Semplificando a mo’ di equazione matematica, 3 consiglieri regionali, fanno un assessorato. A Giovanni Vizziello e Quarto, per Fratelli d’Italia deve aggiungersi necessariamente Baldassarre. Per regole non scritte, come “ristoro istituzionale”, vale un assessore, la presidenza del Consiglio regionale. Mancano ancora molti mesi, però, alla scadenza del mandato di Carmine Cicala, e nessuno si fida del “caffè sospeso”. Meglio l’assessorato. Baldassarre, raggiunto, nella giornata di ieri, da Nicola Benedetto e dal segretario regionale di Idea, Francesco Pagano, ha temporeggiato, sfuggendo così al rinnovo della promessa di fedeltà. Chi dall’incontro si attendeva una dichiarazione ufficiale di smentita del suo passaggio in Fratelli d’Italia, è rimasto deluso: la comunicazione pubblica non c’è stata.

BALDASSARRE E QUARTO “SALGONO AL COLLE” DAL GOV BARDI Da parte sua, su un binario separato, ma parallelo, Francesco Cupparo non è indietreggiato rispetto alle dimissioni dalla carica di assessore alle Attività produttive: anche ieri, non si è presentato alla riunione di Giunta. A chiudere il quadro degli ultimi eventi, la “salita al colle”. Nel pomeriggio inoltrato, i due transfughi, Quarto e Baldassarre sono stati a colloquio col governatore Vito Bardi. Il capogruppo della Lega, Tommaso Coviello, è stato avvistato nel mentre si aggirava nervosamente nei dintorni col bicchiere in mano da poggiare sulla porta della stanza per carpire i dialoghi tra Bardi e i 2 errabondi politici. Ad ogni modo, anche in questo caso, come per il mini vertice di IdeA, non c’è stata nessuna comunicazione postuma all’incontro, anzi. Il colloquio è servito per consegnare la notifica dell’avvenuto cambio di casacca. Oggi stesso potrebbe essere il giorno dell’ufficialità: Quarto e Baldassarre in Fratelli d’Italia. Ma c’è un però. Oggi, in Regione sarà “mezzogiorno di fuoco”. Con inizio previsto per le ore 12, la riunione della maggioranza, consiglieri regionali e assessori compresi. Se Forza Italia si vede insediata da Fratelli d’Italia che fino all’altro giorno poteva osservare dall’alto, non pochi timori percuotono l’atmosfera nella Lega. La riunione di ieri alla presenza del Commissario regionale Roberto Marti non si è rivelata molto proficua. Tanti i temi che il Carroccio ha da trattare, ma l’attenzione è stata completamente assorbita dalla manovra Quarto-Baldassarre. Il senatore Pasquale Pepe, ogni ora che passa ha maggiormente coscienza dell’aumentare della precarietà personale in riferimento a proiezioni future. Tra i “peccati originali” dell’attuale legislatura imputati al governatore Bardi, il non aver varato una Giunta tecnica di esterni. Anche perchè, è uno dei tantissimi spunti connessi all’argomento, qualora Cupparo dovesse tornare in Consiglio, voterebbe di volta in volta a seconda del “piacere” del caso, per cui sgambetti, come quello da lui ricevuto sull’Api-Bas, potranno essere restituiti in plurime circostanze.

PARTITI CON PORTE GIREVOLI: SCAROLA E DI IOIA, CUI PRODEST? In ogni caso, partendo da un insieme ristretto e semplice di possibilità iniziali, per il centrodestra lucano, il pallottoliere delle possibili evoluzioni della crisi sta diventando sempre più complesso. Per meglio comprendere, basta limitare il campo ad alcune delle ipotesi che nel breve potrebbero avverarsi. Punto iniziale: gruppo consiliare di Fratelli d’Italia con tanti rappresentanti quanti Forza Italia, cioè 3: Vizziello, Baldassarre e Quarto. Secondo step: gli “scalda poltrona”. Con Quarto assessore, che tra l’altro si troverebbe bene con l’alternanza delle 2 province, Potenza e Matera, considerando l’attuale Rosa all’ambiente, in Consiglio subentrerebbe, tra i banchi di Fratelli d’Italia, Giovanni Scarola. Scarola, già consigliere comunale del Pd a Matera, vero è che si candidò alle regionali con la lista del presidente, ma ha poi successivamente aderito a Forza Italia. Paradossalmente, ne trarrebbero vantaggio gli “azzurri” che dalla manovra Baldassarre-Quarto dovevano uscirne intaccati. Con Baldassarre assessore, invece, in Consiglio Giorgio Daniele Di Ioia. Il primo dei non eletti, però, non avendo ben digerito che dal partito per l’incarico da spendere per un Ente sub regionale, nel caso il mal ridotto Asi di Potenza, la scelta sia ricaduta sul secondo dei non eletti: Francesco Pagano. Per questi e altri motivi, Di Ioia da tempo naviga in acque lontane da quelli di IdeA, battendo bandiera Carmine Cicala che è della Lega. In questo caso, il Carroccio si ritroverebbe con un consigliere regionale in più. Non è tutto. L’accenno al “peccato originale” di Bardi è utile anche per stilare un’altra possibile evenienza. Se l’assessore tolto ai forzisti sarà Cupparo, fuori dal Consiglio, Gerardo Bellettieri. Bellettieri a quel punto potrebbe rientrare alla “casa madre”: Fratelli d’Italia. Partito nel quale ha già ricoperto il ruolo di portavoce provinciale. Deluso da Forza Italia, che non ha “tutelato” il suo posto in Consiglio, da Fratelli d’Italia, Bellettieri potrebbe ricominciare a costruire il proprio futuro politico. Mezzogiorno di fuoco in Regione, sul mercato canta il violino la ballata del suk dei “responsabili”.

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