Le Cronache Lucane

ECCO I NUOVI “FRATELLI D’ITALIA”: QUARTO E BALDASSARRE

Baldassarre e QuartoLa voce circolava insistentemente negli ambienti da molti mesi, ma ora è più che una semplice indiscrezione: la pattuglia in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia si starebbe infoltendo.

Piergiorgio Quarto, eletto con la lista del presidente Bardi, passa nel partito della Meloni. A seguirlo potrebbe esserci anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Vincenzo Baldassarre, eletto nelle file di Idea di Benedetto. 

I due, che avrebbero interloquito direttamente con i vertici romani per il loro passaggio, non ne hanno dato ancora notizia. Almeno non ufficialmente. Perché mentre per Quarto l’operazione e’ ormai chiusa (pare sia giunta ufficiosamente voce già anche a Bardi) per Baldassarre, che avrebbe interloquito direttamente con la Meloni (così dicono i ben informati), c’è ancora qualche dettaglio da limare, ma la cosa può considerarsi fatta, salvo accidenti a questo punto improbabili. 

Come si diceva, nei mesi scorsi sull’ipotesi c’è stato un gran parlare. Anche perché se e’ vero che l’operazione e’ stata condotta a Roma, anche con l’interessamento della Coldiretti, c’è comunque qualcuno che, pur non essendo direttamente coinvolto, ma avendo buoni uffici nella capitale, ha lavorato (e da tempo) da dietro le quinte.
Ad un certo punto nelle scorse settimane era stata data anche per avvenuta una interlocuzione, sempre per passare nel partito della Meloni, anche dei leghisti Zullino e Merra. Voci che non hanno trovato conferma o che quantomeno non hanno trovato evidentemente un accordo, quanto meno al passaggio di entrambi. 

In queste ore la notizia dovrebbe essere notificata, stavolta ufficialmente, direttamente al presidente Bardi, quantomeno per l’ormai già avvenuto passaggio di Quarto, per le determinazioni del caso.

 

COME CAMBIA LO SCENARIO DELLA CRISI

Se prima di questi passaggi la Lega, anche nel contesto dell’attuale crisi di governo regionale, stava ragionando al proprio interno per provare ad aumentare le caselle, finanche in Giunta, della propria rappresentanza, visti gli importanti numeri in Consiglio, non c’è dubbio che ora con il  gruppo di Fratelli d’Italia che passa da 1 a 3, le cose cambiano.

Gli equilibri di forza, cambiano perché anche Forza Italia uscirebbe indebolita dall’operazione. Il partito di Berlusconi adesso avrebbe in Consiglio 3 rappresentanti e cioè lo stesso numero di Fratelli d’Italia. Ma con una piccola differenza rispetto al partito della Meloni: gli azzurri esprimono già il presidente della Giunta. L’attuale assetto dell’esecutivo vede quindi già Forza Italia rappresentata da 3 esponenti: il presidente e 2 assessori.

Con Fratelli d’Italia che in Consiglio va a formare un gruppo composto da 3 elementi, ci sarebbe ora uno sbilanciamento.

Gianni Rosa infatti è al momento l’unico rappresentante della Meloni in Giunta. La cosa più semplice da immaginare, a questo punto, è che si indebolisca la posizione del dimissionario assessore azzurro Cupparo. Perché a questo punto il non rientro delle sue dimissioni non solo non sarebbe più spasmodicamente ricercato, ma diventerebbe addirittura obbligatorio.

Perché per far quadrare i numeri in Consiglio a Fratelli d’Italia andrebbe dato necessariamente un assessorato in più.

 

L’IPOTESI AVVICENDAMENTO QUARTO – CUPPARO

La scelta potrebbe così ricadere su Piergiorgio Quarto che pur ambendo alla casellina dell’agricoltura, potrebbe, senza creare grossi smottamenti, andare ad occupare la poltrona attualmente vacante del dimissionario Cupparo. Il Dipartimento guidato dall’ex sindaco di Francavilla è quello, infatti, delle attività produttive di cui Quarto e’ già presidente della competente commissione. 

Mentre i sogni da sottosegretariato per Nicola Benedetto, è proprio il caso di dirlo, andrebbero a farsi benedire. Perché con il passaggio di Baldassarre a Fratelli d’Italia, il suo partito, Idea, scomparirebbe dal Consiglio. Strada spianata a questo punto proprio per Baldassarre per l’occupazione di una delle 2 caselle dei costituendi sottosegretari. La seconda casella invece potrebbe essere utilizzata come camera di compensazione per le velleità della Legga di rimpolpare le truppe o per Forza Italia a ristoro dell’assessorato che perderebbe.

 

FINE ALLE IPOTESI DI MAGGIORANZE ALTERNATIVE

Il quadro è ancora tutto molto in divenire, ma questa sembra la road map nella quale il centrodestra dovrebbe muoversi nelle prossime ore. Come da queste colonne era stato già abbondantemente anticipato nei giorni scorsi, una cosa è certa: questi “smottamenti“ sbarrano definitivamente la strada ad eventuali maggioranze alternative.

Anche perché con il passaggio di due moderati, in passato anche più nel campo progressista che in quello conservatore, come Quarto e Baldassarre, l’area governativa si spinge ulteriormente nel campo sovranista e quindi ogni dialogo con le forze più europeiste viene definitivamente a cessare.

 

 

I RISVOLTI SULLA PARTITA NAZIONALE

Se sulla crisi di Giunta regionale l’operazione di Fratelli d’Italia rafforza molto Gianni Rosa (sempre che continui a reggere la scelta tecnica anche con il nuovo assetto politico) e il partito della Meloni (che così potrà puntare anche a un assessore in più), non è lo stesso per la posizione del segretario regionale Caiata.

Il partito della Meloni, almeno al sud, dovrebbe alle prossime politiche superare quello di Salvini. Ecco che con un centrodestra proiettato alla vittoria delle elezioni, in Basilicata certamente Fratelli d’Italia esprimerà almeno un seggio, se non due (uno alla Camera è uno al Senato).

Ed in questo quadro la partita non è più solo a 2, Caiata e Rosa, ma a 4.

Anche se una delle condizioni che proprio il patron del Potenza Calcio potrebbe aver messo per consentire l’ingresso delle new entry e che esse abbiamo la loro dimensione regionale e che lui conservi la golden share sui capolista al parlamento.

 

LA TENUTA DI BARDI: LA PARTITA DI PEPE

Sembrerebbe del tutto avulso dal contesto il senatore leghista Pasquale Pepe. Ma così non è. Le scelte di queste ore potrebbero avere su di lui un effetto domino. È noto negli ambienti che quel desiderio di cambiamento che i Lucani hanno chiesto voleva essere interpretato proprio dall’attuale sindaco di Tolve. Che però alla fine ho dovuto cedere il passo ad un accordo nazionale che ha previsto la presidenza della giunta andare a Forza Italia e quindi la scelta di Vito Bardi. Mai del tutto digerita dall’aria più populista. Nessuno dimentica le “picconate“ che Pepe, anche recentemente, ha dato all’esecutivo regionale spronandolo a un cambiamento vero. Ecco quindi che con questa mossa di Fratelli d’Italia chi deve pensare alla propria strategia di sopravvivenza politica è proprio Pepe. Perché alle prossime elezioni nazionali dovrà guardarsi bene dal riuscire a conservare eventualmente in Basilicata il seggio che conquistò alle scorse politiche, visto il crescere a livello nazionale e locale del partito della Meloni. In più, a questo punto, non è più così scontato che al prossimo giro, numeri alla mano, la candidatura a presidente della Regione, dopo Forza Italia, tocchi alla Lega. Perché ora nella partita si è prepotentemente inserita anche Fratelli d’ItaliaNon è detto dunque che nella Lega possa tornare, ora più che mai, in auge l’idea di far saltare il banco. Difficile che il proposito si realizzi, ma questa, allo stato, sarebbe l’unica cinica scelta che la Lega pare possa avere per mantenere il pallino della leadership in mano.

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