Le Cronache Lucane

D’ALTERIO: «IN BASILICATA MAFIA AUTOCTONA»

Prima di analizzare i dati statistici, il procuratore generale presso la corte d’Appello di Potenza, Armando D’Alterio, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario ha delineato una cornice contestuale dai tratti allarmanti. Nell’anno della pandemia Covid-19, “la Giustiza ha pagato un prezzo”.  Si è creato, ha spiegato D’Alterio, un vulnus al contraddittorio, con l’applicazione del processo da remoto, un vulnus alla ragionevole durata dei processi e delle indagini, nonché rinvii e rallentamenti. Denunciate, in accoglimento anche degli appelli del Procuratore distrettuale, Curcio, le carenze di organico, che, però, riguardano anche il personale amministrativo. Da D’Alterio, pesantissimo attacco alla riforma del reato di abuso d’ufficio. La norma introdotta nel 2020 “riduce ampiamente lo spazio di controllo giurisdizionale sugli atti amministrativi anche se adottati al fine di perseguire interessi palesemente devianti dalla finalità pubblica”. Dai vari decreti, come i cosiddetti Ristori, al Recovery Fund e ad altre misure economiche ancora, è lecito temere che le scorciatoie improprie possano nuocere all’economia, per questo, ha rimarcato D’Alterio, è doveroso prevenire e sanzionare.

In Basilicata non c’è una direzione Dia, altro grido d’allarme del Procuratore generale, eppure c’è in Basilicata una criminalità mafiosa autoctona oltre che indotta dalle vicine ndrangheta e camorra. I delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso sono aumentati da 24 a 27 casi.

Evidenziato in relazione ai dati del Distretto, l’incremento del 24,47% dei delitti contro la pubblica amministrazione. Condannate quelle condotte sintomatiche di un costume di asservimento di interessi pubblici al malaffare privato.

Registrato l’aumento pari all’87,50% dell’indebita percezione di contributi pubblici italiani ed europei.

Incremento anche delle iscrizioni dei delitti contro la libertà sessuale, quelli rientranti nel cosiddetto codice rosso, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori

In generale, per quanto riguarda le tipologie di reato il numero maggiore riguarda le frodi informatiche, seguite dai reati tributari e dalle frodi comunitarie.

“L’analisi dei dati – ha concluso il procuratore generale D’Alterio – evidenzia dunque un incremento delle pendenze, che tuttavia risulta lieve a fronte della necessitata riduzione dell’attività giudiziaria quale misura di contrasto alla diffusione del virus”.

Rispetto alla media degli ultimi 20 anni in Basilicata, nel periodo tra luglio 2019 e giugno 2020, “si evidenzia una riduzione delle notizie di reato iscritte pari al 14,8%, una riduzione delle definizioni del 18,8% e una riduzione delle pendenze al 36,4%”: confrontando i dati riferiti all’anno precedente con quelli attuali emerge che le sopravvenienze sono diminuite dello 0,6%, le definizioni del 3,2%, mentre le pendenze sono aumentate del 2,9%. Le richieste di misure cautelari personali sono state 343: ne sono state messe 290, con una percentuale di accoglimento del 84,5%.    Il tempo medio di decisione sulle richieste di misura cautelare personale è stato di circa dieci giorni nel circondario di Potenza, cinque in quello di Matera e 20 a Lagonegro

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