Le Cronache Lucane

TENTATO “GOLPE” DELL’IMMACOLATA, IN BASILICATA ARRIVA MARTI: CICALA NEI GUAI

Con l’emendamento “ruba royalties”, il presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala, potrebbe aver firmato la propria fine politica. Nonostante non siano stati votati gli articoli di legge per far confluire altri milioni di royalties, «in aggiunta» e non in sostituzione, a quelli che annualmente vanno nelle casse dei Comuni del “Comprensorio Val d’Agri”, poichè l’emendamento alla fine ritirato, per Cicala il risultato non cambia. È ugualmente come se fosse stato già sfiduciato in Aula dalla stessa maggioranza. Per l’aggiornamento decisivo bisognerà attendere qualche giorno, poichè in settimana arriverà in Basilicata il Commissario regionale della Lega, Marti, e la visita sarà sicuramente dai toni infuocati.

Dalla base regionale fino ai vertici nazionali della scala gerarchica della Lega, lo spettacolo del presidente in Consiglio non è per nulla piaciuto, anzi, ha suscitato interpretazioni dal tenore opposto: disapprovazione e fastidio. I fratelli Cicala sono già stati graziati, nonostante le indicazioni del leader nazionale Salvini, in estate per la vicenda del Covid bonus fai da te. Lo stesso, però, potrebbe non accadere col “golpe” dell’Immacolata. Nessuno, sia nel Carroccio che tra gli alleati della coalizione, ha condiviso nella forma e nel merito l’emendamento “Principato di Viggiano”.

Come Vizziello ha sottolineato pubblicamente in Consiglio, Cicala era stato avvisato anche «dietro le quinte», ma “Re” Carmine ugualmente, sotto la spinta del fratello Amedeo sindaco di Viggiano, che tra l’altro è il comune del Comprensorio Val d’Agri a cui spetta la fetta più grande di royalties Eni, ha voluto mostrare “muscoli” che non ha, cucendosi addosso un fallimento eclatante. Non solo, ha anche chiuso, dopo aver ritirato l’emendamento, con un rilancio: riporterà in Aula il “ruba royalties” «quanto prima, quindi già la settimana prossima». Ed è questo il dettaglio maggiormente incisivo che rende ancor più attuale l’ipotesi decadenza dalla carica di presidente del Consiglio regionale, anche con l’appiglio, secondo Cicala, del non voto. Nella Lega lucana la questione tema di dibattito interno è come arginare la disfatta di Cicala per evitare che i riflessi negativi di una vicenda senza precedenti storici travolgano l’intero partito. Mai un presidente del Consiglio aveva presentato un emendamento, per di più della portata di quello sul petrolio, come collegato alla finanziaria. La terzietà di Cicala ormai è palesemente bruciata e al presidente, ciò è stato fatto notare non soltanto «dietro le quinte», ma anche in Consiglio.

Come ha evidenziato Vizziello, l’emendamento “ruba royalties” dalla Regione in favore di Viggiano, ma in danno, tra l’altro, di Sanità e Università, «purtroppo non solo apparentemente, è di parte e di parte territoriale». Ad ogni modo la maggioranza sta ancora studiando il caso Cicala perchè la strategia dal principio disastrosa di “Re Carmine” non è ai suoi stessi colleghi chiara del tutto. Si teme che il fratello sindaco, Amedeo, riservi ulteriori sorprese ed altre strumentalizzazioni. Quando Cicala ha iniziato ad introdurre l’emendamento, già sapeva di non avere l’appoggio nè dei consiglieri regionali della coalizione di centrodestra, nè tantomento degli assessori della Giunta. Anche il governatore Bardi, che ha assistito silenziosamente alla rovinosa caduta di Cicala, gli aveva espresso la propria contrarietà. “Re” Carmine, tuttavia, non è voluto tornare sui suoi passi e quanto accaduto in Assise contiene per la coalizione degli enigmi tuttora non risolti. Ma c’è di più. Ad aggravare la posizione del presidente del Consiglio regionale c’è una scorrettezza da lui perpetrata nei confronti del leghista Aliandro.

Anche lui, mesi fa, ha redatto una proposta di legge sulle royalties che però sembra sia stata lasciata a prendere polvere in uno dei cassetti dell’ufficio di presidenza. La pdl di Aliandro , diversa nel contenuto dal “ruba royalties” di Cicala, non è stata mai girata alle Commissioni consiliari per il necessario vaglio prima di eventuale approdo in Consiglio. Troppo grave l’affronto fatto dal presidente Cicala e tanti ancora i tasselli che non quadrano: spontanee o “spintanee”, le dimissioni sono opzione molto concreta. L’ultima parola, però, spetta al Commissario regionale della Lega, Marti.

Le Cronache Lucane
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: