Le Cronache Lucane

BARDI DICE ROSSA, SCRIVE GIALLA E VEDE ARANCIONE

La proposta di legge, come approvata dalla Giunta l’agosto del 2019, sulla istituzione dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta Regionale, non poteva essere la priorità del Consiglio regionale svoltosi ieri, e non lo è stato. La moral suasion di Cronache Lucane sull’inutilità, in piena emergenza sanitaria Covid-19, di un atto finalizzato a soddisfare la fama di nomine del governatore Bardi che le escogita tutte per assentarsi, oltre a nominare gli eventuali sottosegretari, li delegherebbe poi a rappresentarlo «nei rapporti con il Consiglio regionale, con gli organi costituzionali, con le altre istituzioni nazionali e dell’Unione europea», e via discorrendo, ha funzionato. L’argomento è stato depennato dal dibattito in Aula. In esordio d’Assise il governatore, in una delle sue rare apparizioni in Consiglio, ha dato il meglio, ovvero il peggio, di quanto si potesse mai immaginare.

Tanto che la molto attesa relazione del presidente sul Covid-19, è come se l’avesse fatta il capogruppo di Italia viva, Luca Braia, che al termine della lettura di Bardi, oltre che foscoliano con le sue lettere, il Generale ha anche il vizio del doppiatore ma senza interpretare i testi che espone con monotona e disinteressata recitazione, ha elencato tutto ciò di cui il presidente non ha affatto informato. Bardi, di conseguenza, non ha potuto far altro che ammettere la non appropriatezza del suo intervento tanto da rassicurare, dopo la bocciatura non soltanto da parte di Braia, del fatto che «organizzerò». Per «organizzerò» Bardi ha inteso riferirsi al «farò un documento esaustivo coi dati».

A mo’ di concessione, l’ha detto Bardi, sottolineando che per lui fare quello che deve fare equivale a, testualmente, «mi fate lavorare più del solito». Togliendo il «più del solito», la frase detta a microfono aperto acquista così il significato reale. Che Bardi faccia il doppiatore senza interpretazione, è, inoltre, un dato che si può dare per acquisito come da ammissione dello stesso: «Mi sono fatto sintetizzare le cose che sono state dette». Così basata sul nulla la relazione di Bardi e dei sintetizzatori napoletani che muovono i fili, che il governatore cercando di riscuotere un po’ di fiducia ha ripescato il falso mito della Basilicata efficiente nella prima ondata: «I numeri nella fase 1 ci hanno dato ragione».

Per il resto, è durata una manciata di minuti la “relazione” del governatore. Tra le dichiarazioni “degne” di nota, quelle sul fatto che «in mancanza di un vaccino le restrizioni sono l’unica arma che abbiamo», «i focolai nelle Case di riposo hanno determinato forte accelerazione del contagio», e, infine, «riusciamo solo a limitare i danni». Ben si comprende come Bardi abbia un livello di Giunta medio-basso, con contestuale e incomprensibile inamovibilità dell’assessore alla Sanità, Leone. Teme di sfigurare se attorniato da un esecutivo di tutt’altro tenore. Ad ogni modo, dalla regione arancione, quale è la Basilicata dopo pochi giorni dall’introduzione delle nuove classificazioni, Bardi ha anche messo le mani avanti per la Basilicata “rossa”. Con il personale scolastico, ha detto, sta valutando la didattica a distanza anche per medie ed elementari. Come un disco rotto ha ripetuto che «è innegabile che il virus passi anche per la comunità scolastica e di lì alle famiglie». Verrebbe da chiedersi, quindi, come mai tanta sicurezza nell’aprirle a fine settembre.

A Braia, hanno fatto da eco i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Leggieri, Carlucci e Perrino, che hanno evidenziato come dalla relazione di Bardi «nessuna novità sul fronte rispetto alle ormai note disposizioni governative sullo status della nostra regione che da domani (oggi, ndr) sarà ufficialmente zona arancione». «Il dibattito in Consiglio – hanno aggiunto e concluso – è da tempo oggetto di una sorta di stato comatoso indotto e la cosa appare preoccupante, visto il galoppare incessante della pandemia».

Il lungo Consiglio regionale si è concluso come da codice non scritto con la constatazione dell’assenza del numero legale dopo l’introduzione, ad un certo orario, di un argomento “laqualunque”. Il “triplice fischio” è compito svolto ancora una volta dalla Lega, ma non dal solito Cariello col suo nutri score e affini, ma, in versione dejavu, pareva Polese sul popolo Curdo, dalla Sileo che con tanto di mascherina griffata Coco Chanel ha rivolto un pensiero alla «pace in Armenia». In conclusione, il governatore Bardi dice rossa, scrive gialla, ma vede la Basilicata arancione. Ce ne saranno di ordinanze Covid a colori, ma, fatto salvo un futuro capovolgimento, il governatore resta ancora in bianco e nero

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