Le Cronache Lucane

IN VIAGGIO CON LA CICOGNA NERA


La Cicogna nera non è una specie rara ma rarissima, quasi sul punto dell’estinzione che, per fortuna negli ultimi anni, ha cominciato ad incrementarsi ed ecco che, oltre ad alcuni paesi europei, da qualche decennio nidifica anche in diverse regioni d’Italia: dal Piemonte alla Calabria con delle presenze anche in Lucania e precisamente nel Comune di Muro Lucano e Oliveto Lucano, nel Parco “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane”.

Ad accompagnarci nella sua scoperta, è il documentarista Carmine Lisandro: «È una specie migratrice che, nel nostro territorio, ho incominciato a fotografare nell’agosto del 2011. Per me è semplicemente un uccello meraviglioso che mi ha affascinato sin dal primo momento ragion per cui, all’inizio della primavera, aspetto con ansia che la coppia ritorni, per poter testimoniare la sua presenza rimasta ininterrotta, nel nostro territorio. Schiva e discreta, ha abitudini solitarie e, diversamente dalla Cicogna bianca, evita l’uomo. Le sue dimensioni sono notevoli: pesa intorno ai 3 kg., ha un’apertura alare che può arrivare a 2 metri ed è lunga circa un metro. Il becco, il contorno degli occhi e le zampe lunghissime risaltano per il loro colore rosso, il piumaggio invece è nero, contrastato da piume biancastre sul ventre. I giovani hanno una colorazione tendente al verde-nero scuro mentre le zampe ed il becco sono grigio-verde. Nel volo, che è lento e maestoso con collo e zampe distesi, sfrutta le correnti termiche ascensionali, volteggiando, fino a grandi altezze, senza battere le ali.

Preferisce frequentare zone boschive con grandi alberi e poco antropizzate, con presenza di pareti rocciose dove costruisce un nido in anfratti di rocce a strapiombo o su grandi alberi deponendo, una volta all’anno dalle tre alle cinque uova, covate da entrambi i partners -prosegue a spiegare Lisandro- Dopo circa 35 giorni i nuovi nati vengono accuditi dai genitori con del cibo rigurgitato.Per alimentarsi frequenta aree umide e corsi d’acqua, dove trova cibo costituito prevalentemente da larve di libellule, anfibi, bisce e pesci e che, aprendo e chiudendo le ali come se stesse volando, usa spaventare facendo ombra sull’acqua per poi di scatto afferrarle col becco. Verso la fine di settembre/ottobre migrano per svernare in Africa».

Pur essendo una specie nei confronti della quale numerose sono le norme a tutela della stessa (dalla Direttiva Uccelli, alle Convenzioni di Bonn e di Berna, alla Legge nazionale n. 157 del 1992), purtroppo vi sono accadimenti che potrebbero bloccare sul nascere questo incremento avuto finora; «fortunatamente -incalza il documentarista bellese- oltre ad Enti pubblici come quello di Muro Lucano, sensibili alla tutela della biodiversità, che stanno cercando di contrastare lo sconvolgimento del territorio regionale a Nord Ovest (dalle trivellazioni all’eolico selvaggio) vi sono cittadini volontari che si sono uniti in associazioni come quella per la tutela e la promozione Ambientale “Un Muro  D’Amare” nel cui logo è presente, in quanto simbolo di un territorio esente da forme di inquinamento eccessivo, l’immagine della Cicogna Nera che ha scelto, ormai da oltre nove anni, le suggestive gole del torrente Rescio di Muro Lucano per nidificare. Sono convinto che riusciranno nel loro intento così da godere ancora per molti anni del volo maestoso della Cicogna nera»

     

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