Le Cronache Lucane

QUANTO VALE IL TEMPO DI UN VOLONTARIO?


L’Associazione di Protezione Civile di Muro Gruppo Lucano ed il Comune hanno Presentato la ricerca “Il volontario della Protezione Civile”. Al tavolo dei lavori Maria Gerarda Cristiano, Presidente della P.C. di Muro Lucano, Gaetano Baldassarre, Responsabile Formazione della P.C. Muro Lucano Gruppo Lucano, Mariangela Mininno Dottoressa in Giurisprudenza di Palazzo San Gervasio,

Presidente del Coordinamento del Gruppo Lucano di P.C.  e Giovanni Setaro e Rosalba Zaccardo, Sindaco e Vicesindaco della cittadina.

La Protezione Civile di Muro Lucano, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Normativo COVID 19 e dell’approfondimento delle leggi riguardanti, più in generale, le tematiche della Protezione Civile, «ha avviato un filone di ricerca sulla figura del volontario, quale soggetto giuridico, rilevandone incongruenze e disparità di trattamento, tra i diversi soggetti che, seppur nel medesimo status ed identiche attività di volontario di protezione civile, di fatto, vengono equiparati in modo diverso» spiega in apertura Baldassarre, il quale propone spunti operativi e criticità da una ultradecennale esperienza sul campo, mentre il lavoro della dottoressa Mininno ha dato alla luce l’importante documento finale, delineando il quadro normativo, dal punto di vista storico ed attuale. «La problematica parte da molto lontano che, seppur fatta rilevare, nei vari ambiti istituzionali, non ha avuto la giusta attenzione, da parte del Legislatore e dalle Istituzioni preposte» spiega Baldassarre, mentre la presidente Cristiano incalza: «È da molto che discutiamo di diverse problematiche e questa non riguarda solo i volontari di Muro, ma di tutta Italia».

Il punto è risolvere in modo definitivo, con una legge appropriata, tale disparità di trattamento, tra i volontari, sia della P.C. che, in altri settori. In particolare, fanno rilevare che, tra lavoratori occupati e non occupati, seppur volontari di P.C., ci sia, una evidente incongruenza, nei diritti riconosciuti dalla legge.

La dottoressa Mininno spiega: «dall’assunto normativo del decreto che abbiano analizzato, emerge che non vi è disciplina del soggetto che, in disoccupazione, svolge attività di volontariato. Pertanto il decreto viola il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione all’art.3, uno dei più importanti del nostro ordinamento. Sulla base di ciò appare evidente la discriminazione nei confronti dei soggetti disoccupati, in quanto verserebbero in una situazione di doppio svantaggio: non solo non ha alcuna occupazione, ma non è immaginato alcun rimborso, invece previsto ai sensi dell’art.39 per il volontario titolare di un rapporto lavorativo subordinato o autonomo».

Ciò intorno a cui verte dunque il tema è, a rigor di logica, la previsione di una “paga del soldato” o una “diaria” per tutti i volontari in seno alla Protezione Civile. «Dal contenuto e dall’esame degli artt.39 e 40 del decreto in questione, emerge una violazione dei principi costituzionali, nello specifico quello dell’uguaglianza. «Lo scopo ultimo di questo lavoro, pertanto, è voler dare una risposta concreta a chi colpito da tale discriminazione. Per perorare tale causa, competente in materia è la Corte Costituzionale -spiega Mininno- pertanto si potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt.49 e 40 del D.lgs. n.1/2018. Ci auguriamo dunque che anche il volontario di Protezione Civile, che rientra nella categoria dei disoccupati, possa ottenere un equo rimborso, al pari di coloro che sono in una posizione di lavoro subordinato o autonomo, superando ogni forma di discriminazione e disparità».  Tra le file del pubblico anche alcuni presidenti di P.C. di paesi limitrofi ed il Presidente e vicepresidente del NOA, interessati e partecipi al dibattito.

Il gruppo di volontari muresi si costituisce alla fine del 2008, quando alcuni cittadini di Muro Lucano, decise di costituire un’associazione di Protezione Civile, in seno al Gruppo Lucano. L’anno successivo, con il terremoto de L’Aquila, hanno ricevuto il battesimo del fuoco e poi il terremoto dell’Emilia Romagna e del Centro Italia; Infine l’emergenza Covid che li ha visti impegnati dai primi giorni di marzo, in un lavoro costante di monitoraggio del territorio e di prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini.

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