Le Cronache Lucane

MELFI PIANGE LA SCOMPARSA DI ANTONIO MORANO


Antonio Morano, Ninuccid’ per gli amici non c’è più e lo piangono non solo i suoi concittadini di Melfi ma tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo in una delle mille attività nelle quali ha dato l’anima. Un eroe contemporaneo, un gigante buono che ha emozionato generazioni di ragazzi, da quando era il nostro discobolo regionale a quando tirava pallonate verso la porta avversaria, che in certe stagioni é stata anche quella della sua Melfi. Lo abbiamo visto con la maglia gialloverde e con quella bianconera della Vultur, giocare e insegnare che il calcio è sport, agonismo ma soprattutto divertimento, anche quando faceva goal proprio sotto la curva della sua città. È stato esempio e mentore per tanti ragazzi, quelli che oggi, adulti e padri di famiglia, ricordano i suoi insegnamenti e le sue storie con rimpianto e commozione.

Lascia un grande vuoto Ninuccid, perché era parte attiva nella sua comunità, sempre disponibile e pronto a partire e ad accompagnare i suoi ragazzi. Ma parliamo di gente comune, non ci riferiamo alle istituzioni che, in un giorno del genere, invece di omaggiare una persona che tanto ha dato per la sua comunità, non riescono a realizzare il suo ultimo, assolutamente legittimo, desiderio e, si schermano dietro il rispetto dei regolamenti, gli negano degna sepoltura. Succede anche questo a Melfi, e la vicenda di Antonio Morano porta tristemente agli onori della cronaca quanto la burocrazia possa essere illogica e inumana laddove impedisce ad un figlio di tumulare suo padre nella cappella di proprietà della famiglia, lasciandolo parcheggiato in attesa di una decisone che contempli le esigenze del cuore e quelle della burocrazia. Ammesso che ciò sia possibile!

Senza entrare nel merito della questione amministrativa, che vieterebbe sepolture nel cimitero monumentale anche in cappelle di proprietà quando ciò comporti lavori che intervengano sugli scoli o sull’impianto elettrico, la vicenda ha lasciato tutti interdetti e doppiamente amareggiati. Aldilà della norma comunale che, di fatto, non consente la tumulazione e obbliga a trovare soluzioni alternative, e non a titolo gratuito, resta che l’amministrazione è rimasta sorda al dolore e all’indignazione di un’intera città. Si aggiunga che a Nino era stato promesso quando sarebbe arrivato il momento, di poter riposare accanto alla mamma che il nostro gigante buono ha perso quando aveva solo pochi mesi di vita. Chissà che Ninuccid non riesca nel miracolo anche questa volta !

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