Le Cronache Lucane

CICALA SI PERDE TRA SELFIE E TEORIE DEL COMPLOTTO


Il Consiglio regionale della Basilicata, convocato ad horas dal presidente Cicala oggi alle 13 per l’approvazione del bilancio, è stato differito a domani a ora da destinarsi. Cicala lo avrebbe giustificato (usiamo il condizionale perché l’ufficio stampa nulla ha comunicato sul motivo del rinvio) con un problema tecnico. Fonti, anche interne alla sua stessa maggioranza, invece confermano la totale improvvisazione e impreparazione tecnico politica del presidente Cicala a gestire la situazione. Parrebbe, infatti, che alla base del differimento vi sia la mancanza dell’ok da parte dei revisori dei conti al bilancio, atto necessario senza il quale il Consiglio non può procedere alla votazione dello stesso. Una svista grave, ma ormai Cicala ci ha abituati a di tutto e di più. Basti pensare alle teorie complottistica messe in campo in queste ore da lui, la sua portavoce da 4500 € al mese e dal fratello sindaco di Viggiano, Amedeo. I tre, dopoi tanti scivoloni presi da Carmine, dalla sua elezione a presidente a oggi, se la sono presa ieri infatti con una stampa al loro avviso “indirizzata per fini diversi dalla verità” (cosa per la quale chi di competenza ha già dato mandato ai propri legali ai fini di denunciare il grave atto diffamatorio). Una reazione scomposta avvenuta dopo l’inopportuno selfie davanti all’ospedale di Villa d’Agri postato da Carmine sulla pagina ufficiale del Consiglio regionale su Facebook. Cosa che oltre a far andare su tutte le furie molti consiglieri, il vicepresidente Polese e Braia su tutti, ha scatenato la rabbia di molti cittadini che sui social si sono detti indignati.

La mancanza di un atto fondamentale come l’ok definitivo dei revisori dei conti è molto grave. Non può un presidente del Consiglio convocare una seduta straordinaria dando solo pochi “attimi” di preavviso ai consiglieri per poi doverla rinviare per non aver verificato se essa si poteva validamente tenere o meno. Che piaccia o no questa è una manifesta incapacità che la nostra Regione in un periodo di così forte crisi, come quella determinata dal coronavirus, non può permettersi. E ora Cicala ed i suoi accoliti ci dicano ancora che certa stampa vede il marcio dappertutto e non magnifica le gesta di “Re Carmine”, però provino a fare correttamente il loro dovere e dopo tutto questo riconsegnino alla Basilicata ciò che merita: si dimettano, dalla portavoce fino al presidente del Consiglio regionale.
L’augurio è che almeno il presidente Bardi si svegli dal torpore e intervenga, in primis perché il Consiglio torni ad operare in una situazione di normalità e poi per ripristinare una sana dialettica con gli organi di stampa che non possono essere trattati in maniera delinquenziale così come la portavoce di Cicala ha fatto in queste ore.
Un eventuale ulteriore silenzio di Bardi avrebbe il sapore della convivenza.

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