Le Cronache Lucane

CAZZI E SBUFFI, MANCANO SOLO LE LOFFE


Ci sarebbe materiale per fare tre o quattro puntate di Blog, scrive un consigliere regionale con una faccina…. «Meglio il silenzio Stampa». Il Consiglio regionale della Basilicata 2.0, al tempo del digitale e del Coronavirus va male, anche i social assenti in pratica, un solo twitt di aggiornamento, anziché le molte decine che c’erano fino al mese scorso, quando il lavoro lo facevano i giornalisti e non la funzionaria Rosella Glisci, factotum amministrativo di Cicala. Sulla pagina ufficiale di Facebook idem, solo due aggiornamenti incentrarti esclusivamente su Cicala, con buona pace dei beoni consiglieri che non si sono resi conto del bavaglio che Re Carmine gli ha servito: problemini loro. Instagram assente, nessuna presenza, ma tante voci di sottofondo, con locuzioni non da galateo, almeno pare di aver sentito a molti. Dire parolacce, convinti che non si sentiva. Trerotola che dice ha parlato con Salvini con Zullino, che gli replica: «Ma questo che CAZZO si inventa» e via risate. Cifarelli, non trovandosi coi documenti avuti e quello da votare: «E cazzo…». I vari consiglieri, quasi tutti distratti, mormori che si intrecciano, il tutto in diretta streaming, di scarsissima qualità, il primo della storia dell’Istituzione lucana, forse era meglio non farlo. Una prima volta si possono tollerare errori, ma è mancata l’organizzazione. Emblematico l’emendamento sulle Zes di Luca Braia, che dice in diretta di averlo inviato, si sente un Carmine Cicala imbarazzato, voci e rumori di sottofondo, si intrecciano. Ed è qui che Cicala mostra tutti i suoi limiti. Senza l’aiuto dei tecnici che di solito possono essere nascosti con trucchi tecnici che non si possono fare in video conferenza emergono tutti i suoi limiti su come si fa il presidente. Il capogruppo della Lega Coviello chiede di numerare gli ordini del giorno, poi chiede una sospensione breve ma che dura lunghissimi minuti… i più maligno dicono per mangiare, visto che è ora di cena e sono a casa. Si riprende dopo cena con un siparietto di polemiche tra Braia e Fanelli, l’ex e l’attuale assessore all’Agricoltura, con un Cicala che fatica a tenere l’ordine, e che richiama i due: «Non stiamo dando un bello spettacolo». Poi dopo un intervento di Enzo Acito, molto urbano, Cicala interviene di nuovo, minacciando di interrompere la seduta perché i vari consiglieri non rispettavano il regolamento stabilito.
Ed inizia un litigio in streaming tra Cicala e Braia, «C’è gente che ci segue», ripete Cicala e Bardi interviene stizzito: «Stiamo uscendo dal seminato, ci sono altri casi di virus, pensiamo alle cose serie e non a fare tuttologia. Dobbiamo approvare il bilancio». E questo è!»

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