CUPPARO IGNORA I DISAGI DEI DISABILI, L’IRA DELL’OPPOSIZIONE


“Abbiamo appreso da organi di stampa (Cronache lucane) che a quasi un mese dall’inizio dell’anno scolastico in Basilicata l’organizzazione e il funzionamento del servizio di assistenza per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità fisica o sensoriale non è garantito, se non in parte, nelle scuole lucane. Il problema interesserebbe in particolare gli alunni delle Secondarie di primo e secondo grado”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del centrosinistra, Mario Polese, Roberto Cifarelli, Marcello Pittella, Luca Braia e Carlo Trerotola. A tal proposito gli stessi esponenti politici hanno presentato una interrogazione consiliare urgente (primo firmatario Polese) in cui si chiede al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi e alla Giunta regionale “quali azioni immediate si intendono intraprendere per sbloccare l’impasse vigente sul mancato avvio al lavoro degli assistenti ‘all’autonomia’ e degli ‘addetti alla comunicazione’ presso le scuole Secondarie di primo e secondo grado di Basilicata e per assicurare immediatamente tale improcrastinabile servizio”. “Non può sfuggire a nessuno – proseguono i consiglieri – la delicatezza del tema. Si tratta di un ‘disservizio’ gravissimo che va a incidere sul benessere dei bambini diversamente abili, delle loro famiglie e dell’intero sistema scolastico. La mancanza nelle scuole Secondarie lucane di due figure fondamentali quali l’operatore di assistenza e l’addetto alla comunicazione che supportano l’insegnante di sostegno per gli studenti diversamente abili garantendo l’ottimale servizio didattico per l’intera popolazione scolastica è un problema che va risolto nel più breve tempo possibile”. “Pertanto chiediamo all’assessore regionale alla Formazione e Ricerca, Francesco Cupparo che è competente per il finanziamento e l’attuazione della legge, di agire per risolvere il problema senza altre perdite di tempo. Non è tollerabile nel 2019 che un diritto fondamentale sia delegato all’impegno straordinario degli insegnati di sostegno o addirittura all’ausilio fisico dei genitori degli stessi alunni. Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che la possibilità di apprendere senza limiti è diritto fondamentale della persona, oltre che stabilito dalla Costituzione”, concludono Polese, Cifarelli, Pittella, Braia e Trerotola.

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