Le Cronache Lucane

SALVINI GELA FRANCONI

Il ministro dell’Interno Salvini sulle regionali lucane ha risposto alla Franconi: all’ordine pubblico ci penso io, voi votate  tranquillamente il 20 gennaio. Nessuna proroga e nessun problema di sicurezza con l’evento inaugurale di Matera2019. «I competenti uffici – scrive Salvini nella nota che il Roma ha potuto visionare -, interessati in proposito hanno escluso la sussistenza di concreti rischi di compromissione del regolare svolgimento delle operazioni elettorali nella città di Matera». La facente funzioni Franconi ci ha provato, ma ha lisciato l’obiettivo. Così si è aperto un braccio di ferro con Salvini. Perchè nonostante il Ministero abbia bloccato bruscamente i desiderata di rinvii del governatore sospeso Marcello Pittella e del segretario regionale del Pd, Mario Polese, nella sorta di “Giunta ombra” c’è chi non si arrende. Al progetto di rinviare le elezioni a maggio si è aggiunto un allegato importante. È stato interpellato dalla Franconi il noto costituzionalista italiano Sandro Staiano. Il quale premettendo che le elezioni vanno indette obbligatoriamente entro il 21 novembre approva teoricamente sia il 20 gennaio che la data del 26 maggio in concomitanza con le europee. Senza entrare nel merito della scelta politica Staiano fissa una stella polare che sa di perentorio avvertimento per la Franconi. Con le regionali a maggio la Regione rimane paralizzata per sette mesi e la Giunta ha l’obbligo di legge di non attuare alcuna «captatio benevolentiae dell’elettorato». Non è tutto. Rumors romani riportano che il ministro Salvini qualora dovesse ricevere una richiesta di elezioni il 26 maggio, avendo già fatto intendere con la nota che a gennaio non ci sono problemi, potrebbe imporsi e commissariare la Regione Basilicata.

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