CUPPARO E APPALTI: BINOMIO “SFORTUNATO”

Se il procedimento pendente al Tribunale di Lagonegro, per l’affidamento del servizio raccolta rifiuti a Francavilla in Sinni, non consente ancora di trarre conclusioni sull’operato amministrativo di Franco Cupparo, ex sindaco del Comune citato, oggi assessore regionale alle attività produttive, in tema appalti si è definita però la controversia giuridica che riguarda un’altra gara che è risultata ampiamente mal gestita. Si tratta di quella, da 195mila e 697 euro, relativa all’espletamento del servizio mensa, inerente la somministrazione di circa 56mila e 724 pasti da prezzo singolo a base d’asta di 3euro e 45 centesimi, dall’1 novembre 2018 al 31 maggio 2019 e per l’anno scolastico 2019/2020. La scuola da servire è l’Istituto Don Bosco di Francavilla in Sinni.Per il primo anno di bando, la cui aggiudicazione è stato ora annullata dal Tar, il Comune amministrato ancora da Cupparo, si è dimesso da primo cittadino a maggio scorso, ha pagato la ditta sbagliata: la Cooperativa Sociale Onlus Cds. Con un ricorso al Tar di Basilicata che ha smontato le offerte tecnico-economiche dei concorrenti, la Slem, infatti, è riuscita a scalare la classifica dell’appalto, erroneamente affidato, per il servizio di mensa scolastica in questione. Da terza in graduatoria, la Slem a seguito della riattribuzione dei punteggi effettuata dai giudici amministrativi lucani è risultata prima. La classifica definitiva, stilata a settembre dell’anno scorso, riportava le seguenti posizioni: 1° posto Cooperativa Sociale Onlus Cds, con il punteggio complessivo di 97,84 punti: 2° posto Cooperativa Top Multiservice, con il punteggio complessivo di 92,00 punti; 3° posto Slem, con il punteggio complessivo di 90,09 punti. La Slem, però, ha eccepito dinanzi al Tar di Basilicata in via principale la mancata esclusione delle altre due ditte partecipanti e in via subordinata la rivalutazione dei punteggi. La seconda doglianza è stata accolta. La Cooperativa Sociale Onlus Cds aveva indicato come «centro di cottura di riserva» il ristorante Mango Prospero, sito in Francavilla in Sinni, allegando alla domanda di partecipazione l’accordo di disponibilità con la ditta, gestrice del ristorante, e un’autorizzazione sanitaria risultata sì idonea all’espletamento del servizio di ristorazione, ma non a quello di refezione scolastica. L’offerta migliorativa, di conseguenza, doveva essere valutata zero punti e non dieci, il massimo, come è stato. In quanto «l’attività di ristorazione – hanno precisato i giudici amministrativi lucani – non può essere equiparata a quella di refezione scolastica, poiché quest’ultima risulta caratterizzata da un ciclo produttivo completamente diverso dalla mera ristorazione, in quanto comprende le fasi del confezionamento e del trasporto di numerosi pasti, che devono svolgersi senza alcun rischio di contaminazione». Per quanto riguarda la Top Multiservice, invece, la ditta oltre ad aver indicato come centro di cottura di emergenza un locale di Noepoli che dista 21 chilometri dal Comune di Francavilla, «che possono essere percorsi in 26 minuti», non aveva dimostrato la corretta disponibilità delle cucine per tutte e due gli anni della durata dell’appalto. Il punteggio dell’offerta migliorativa, ha stabilito il Tar, era da dimezzare. Il risultato finale, a seguito del processo al Tar, è una classifica finale ribaltata: la prima, quella che il Comune amministrato da Cupparo ha pagato già, è diventata terza, la seconda è rimasta seconda, ma con 88,5 punti invece che 92, e la terza è sobbalzata al primo posto. Accogliendo il ricorso della Slem e contestualmente annullando l’aggiudicazione originale, il Tar ha così stabilito che sarà proprio la Slem ad effettuare il servizio di mensa scolastica per l’anno scolastico 2019/2020. Sul versante penale, invece, Cupparo è accusato, a vario titolo, il processo è in fase preliminare, con altre quattro persone di abuso d’ufficio, falso ideologico, turbativa d’asta, turbata libertà d’incanto.

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