RINCARI IN BOLLETTA PER L’ACQUA

L’Ente di Governo per i Rifiuti e le Risorse Idriche di Basilicata ha reso note le “nuove” tariffe con cui i cittadini lucani pagheranno l’acqua con effetto retroattivo dal 2018. Non tarda ad farsi sentire in merito il presidente dell’Adoc Basilicata, Canio D’Andrea, che <<stigmatizza l’adozione di tale provvedimento, circa le retroattività dello stesso e sottolinea la scorrettezza e la spregiudicatezza degli Enti tenuti alla gestione delle acque in Basilicata ossia: Egrib, Regione Basilicata, i comuni azionisti di Acquedotto Lucano e lo stesso Acquedotto Lucano. Per una famiglia composta da madre, padre e un figlio il consumo medio di acqua è di circa 276 mc/anno. I calcoli sono stati fatti considerando i consumi medi per famiglie italiane che usano con parsimonia l’acqua: un lavaggio con lavastoviglie al giorno, una lavatrice a settimana, lo scarico del bagno massimo due volte al giorno per persona e, poi, l’igiene personale: radersi una vota ogni due giorni, una doccia breve al giorno a persona, lavarsi i denti, cucinare, lavare i pavimenti. Ovviamente non sono stati inclusi gli sprechi che non possono e non devono essere tollerati. Ebbene, con l’applicazione delle nuove tariffe la famiglia lucana spenderà 557,13 euro a fronte di 476,81 euro pagati nel 2017. In pratica 80,32 euro in più. Per una famiglia monoreddito era già una spesa salata pagare 476,81 euro annui, immaginate oggi per un pensionato di 780 euro al mese che cosa significhi questa spesa- prosegue Adoc- Un altro aumento e non ci potremo permettere più nemmeno l’acqua. Tutto questo nella regione che è il “serbatoio” di larga parte della popolazione del mezzogiorno d’Italia>>.

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